Riciclo, con Caffè in campo i fondi diventano utili persino per i farmaci

[4 dicembre 2014]

Un’economia che riduce al minimo i rifiuti, dove lo scarto diventa una risorsa. Non è utopia, ma un nuovo modello produttivo che, attraverso il design e il recupero dei materiali, innesca un circolo virtuoso che fa bene all’ambiente e potrebbe anche aprire nuove prospettive di business. A pochi mesi da Expo 2015 nel Parco agricolo Sud di Milano un network di comuni, aziende, associazioni e imprese sociali sta sperimentando per la prima volta un progetto di economia circolare che coinvolge tutti gli attori sul territorio. Si chiama “Caffè in campo” e si basa sul recupero delle cialde e dei fondi di caffè, raccolti con la collaborazione di bar e ristoranti e portati dalla città alla campagna, dove diventano utili fertilizzanti.

«I fondi del caffè sono il tipico esempio di uno scarto che fa a finire fra i rifiuti e che invece può essere riutilizzato, come fertilizzante in agricoltura ma anche per esempio in ambito farmaceutico» spiega Giulia Detomati, presidente di Venti Sostenibili, associazione di innovazione ambientale che ha ideato il progetto.

«Il nostro obiettivo è aiutare esercenti e cittadini a ridurre l’indifferenziato e dimostrare, a partire da questo esempio, come sia possibile innescare un modello di economia circolare, in cui lo scarto diventa risorsa».

Secondo la Commissione europea passare da un’economia di tipo lineare come quella attuale a una di tipo circolare creerebbe 580.000 nuovi posti di lavoro. Un modello che ridurrebbe anche l’impatto ambientale e le emissioni di gas a effetto serra: le misure approvate in sede europea prevedono il riciclaggio del 70% dei rifiuti urbani e dell’80% dei rifiuti di imballaggio entro il 2030 e, a partire dal 2025, il divieto di collocare in discarica i rifiuti riciclabili (ricordiamo che all’appello mancano i rifiuti speciali che sono quattro volte quelli urbani, giusto per avere un quadro quanto più reale possibile della situazione).

Finanziato da Fondazione Cariplo, “Caffè in campo” coinvolge dodici comuni del Parco Agricolo Sud di Milano ed è realizzato da Venti Sostenibili e Cantiere Aperto in partnership con la Scuola agraria del Parco di Monza e S.A.S.O.M. s.r.l. (Società ambiente del Sud-Ovest Milanese).

«Caffè in campo è anche un esempio di un intervento trasversale, di cooperazione virtuosa tra enti pubblici e privati e mondo del no profit che si muovono insieme con un unico obiettivo: ridurre i rifiuti e trasformarli in risorsa» spiega Giulia. «Grazie alla collaborazione con i comuni – – prosegue – abbiamo coinvolto gli esercenti di bar e ristoranti, che hanno compilato un questionario per aiutarci a capire qual è la quantità di cialde e fondi di caffè che possono essere riciclati e portati in campagna». In cinque comuni dell’area sono stati organizzati eventi e workshop creativi rivolti ad adulti e bambini basati sul riciclo e il recupero dei materiali, e per esempio delle cialde del caffè per realizzare oggetti di artigianato.