Risparmio energetico, le novità del decreto spalma incentivi

[23 giugno 2014]

Moltissime famiglie italiane, sempre più oppresse dal carico gravoso delle bollette dell’elettricità, si interrogano su una soluzione che consenta loro di risparmiare, approdando spesso alla scelta del prestito più vantaggioso per poter dotare la propria abitazione di un impianto fotovoltaico.

Proprio questo si trova al centro di un intenso dibattito a seguito della presentazione ufficiale del pacchetto taglia bollette da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, un pacchetto di misure volto a ridurre del 10% le bollette delle Pmi: l’ultima bozza in circolazione conferma la presenza del temuto spalma incentivi, di cui greenreport.it parla da tempo con argomentazioni piuttosto critiche, che prevede un taglio dei benefici al fotovoltaico di grandi dimensioni.

All’interno dell’articolo “Interventi sulle tariffe incentivanti dell’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici” sarebbe prevista una spalmatura volontaria degli incentivi su un periodo di 24 anni, contrariamente ai 20 previsti attualmente, per tutti gli impianti fotovoltaici sopra i 200 kW di potenza con conseguente riduzione delle tariffe spettanti.

Tale misura dovrebbe entrare in vigore a partire dal 1° gennaio 2015 e determinerebbe l’accesso ai finanziamenti bancari, per un importo massimo pari alla differenza tra l’incentivo già spettante al 31 dicembre 2014 e l’incentivo rimodulato sulla base di apposite convenzioni con il sistema bancario di provvista dedicata e di garanzia concessa, cumulativamente o alternativamente, dalla Cassa depositi e prestiti SpA.

Secondo il decreto però il produttore potrebbe optare, in alternativa al suddetto allungamento a 24 anni, per una riduzione volontaria della quota pari all’8% dell’entità residua dell’incentivo di spettanza alla data di entrata in vigore di tale provvedimento.

Eliana Bugini