Ritorna la peste bubbonica: isolata una città cinese

[23 luglio 2014]

A Yumen, una città cinese nella provincia nord-occidentale di Gansu, i 30.000 dei 100.000 abitanti non possono uscire dal cordone sanitario istituito dalle autorità e 151 persone sono state messe in quarantena dopo la morte di un uomo per peste bubbonica.

Secondo la China Central Television (Cctv) nessuno può entrare in città e la polizia ai posti di blocco smista il traffico su percorsi alternativi gli automobilisti di trovare percorsi alternativi,

Secondo quanto dicono i media ufficiali cinesi, un uomo di 38 anni sarebbe morto in ospedale il 16 luglio dopo essere entrato in contatto con una “marmotta” morta, probabilmente uno scoiattolo di terra che poi avrebbe fatto a pezzi per darlo al suo cane,  e anche se non sono stati riscontrati altri casi di peste le autorità hanno bloccato Yumen dividendola in 4 settori di quarantena.

La Cctv assicura che «La città ha abbastanza riso, farina e olio per rifornire tutti i suoi abitanti per un mese. I residenti e le persone in quarantena sono tutti in condizioni stabili»..

La cosa inquietante e quasi profetica è che lo studio “Yersinia pestis and the Plague of Justinian 541—543 AD: a genomic analysis” pubblicato ad aprile su Lancet da un team di ricerca internazionale  diceva che la Morte Nera sarebbe potuta tornare e che «Se scoppiasse la peste di Giustiniano tra la popolazione umana, potrebbe provocare una pandemia di massa con morti», ma lo studio dice anche  che i moderni antibiotici esistenti ridurrebbero le probabilità di un’altra pandemia umana su vasta scala.”

La peste bubbonica è molto rara, ma è ancora presente in aree prevalentemente rurali, dove è ancora diffusa tra alcuni animali ma raramente viene trasmessa all’uomo, che di solito viene infettato da un morso di pulce che infesta roditori e altri animali, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, senza un trattamento immediato, è fatale in più della metà dei casi.