Che rumore fa la città di Prato

[9 gennaio 2015]

La redazione delle mappe acustiche europee è un adempimento previsto dal D.Lgs. 194/2005, che recepisce la norma europea 2002/49/CE: per ogni agglomerato con popolazione residente superiore ai 100.000 abitanti, deve essere redatta una singolamappatura acustica per ciascuna delle sorgenti sonore principali quali strade, ferrovie, aeroporti ed alcune tipologie di attività industriali. La norma prevede inoltre la redazione di una mappa che rappresenti il rumore prodotto dall’insieme di queste sorgenti: lamappa acustica strategica[1].

In Toscana gli agglomerati interessati dalla realizzazione delle mappe acustiche corrispondono alle città di Firenze, Livorno e Prato. ARPAT, settore agenti fisici dell’area vasta centro, ha collaborato con il comune di Prato e ha portato a termine la redazione della mappatura acustica della sorgente stradale, della sorgente siti di attività industriale del comune di Prato e della mappa acustica strategica.

Le mappature acustiche delle singole sorgenti sono state ottenute per mezzo di un software di simulazione che implementa i “metodi di calcolo ad interim” suggeriti dalla comunità europea per i paesi, come l’Italia, che non dispongono ancora di propri modelli nazionali. Le norme di buona pratica da seguire nella redazione delle mappature acustiche sono riassunte in un documento della commissione europea[2], la GPG.

La costruzione del modello acustico prevede la realizzazione di un modello geometrico tridimensionale in grado di rappresentare l’orografia delle forme terrestri, l’edificato e tutti gli elementi schermanti, quali ad esempio le mura cittadine, vedi figure 1 e 2. Inserendo in un software di simulazione acustica i dati che rappresentano la rumorosità delle diverse sorgenti, viene calcolato il rumore presente sulla facciata di ciascun edificio residenziale.

Sul territorio del comune di Prato sono state oggetto di mappatura acustica la sorgente stradale, la sorgente ferroviaria e la sorgente dei siti di attività industriale.

La mappatura acustica della sorgente stradale ha interessato l’intera rete viaria pratese, composta approssimativamente da 1745 tra strade, piazze e rotonde, rappresentate da circa 7440 archi stradali per una lunghezza approssimativa di 820 chilometri. Gli archi stradali sono stati suddivisi in categorie e ad ogni arco stradale sono stati associati i flussi di traffico di mezzi leggeri e pesanti per il periodo diurno, serale e notturno, ricavati sulla base dei risultati di una campagna di misure specifiche portata a termine grazie alla collaborazione con il comune di Prato.

Il rumore prodotto dalla sorgente ferroviaria è stato ricavato dalla mappatura acustica fornita dal gestore dell’infrastruttura, RFI. Il modello di simulazione acustica utilizzato è denominato RFI-INAC ed è quello impiegato da RFI per valutare l’impatto acustico delle infrastrutture ferroviarie[3].

Per la mappatura acustica della sorgente “siti di attività industriale”, il D. Lgs. 194/2005 prevede la caratterizzazione acustica delle aree classificate V o VI ai sensi delle norme vigenti in cui sono presenti attività industriali quali quelle definite nell’allegato 1 al decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59[4].

Sul territorio del comune di Prato sono presenti 56 attività industriali soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale[5], tra queste, quelle classificate in classe V o VI risultano essere 28. Per ogni attività industriale è stata esaminata la documentazione presentata dalle aziende per la richiesta diAIA, presente nell’archivio di ARPAT. Da questa documentazione sono state ricavate le informazioni riguardo la posizione delle aziende e delle sorgenti sonore. Le singole sorgenti sono state caratterizzate acusticamente utilizzando i livelli sonori misurati o calcolati dai tecnici in sede di AIA.

La mappa acustica strategica del comune di Prato rappresenta quindi la rumorosità dovuta all’insieme delle diverse sorgenti: sorgente stradale, sorgente ferroviaria e siti di attività industriale; nella mappa vengono rappresentate con diversi colori le aree delimitate dalle curve isofone relative all’indicatore Lden[6], vedi ad esempio la figura 3.

Il Decreto Legislativo 194/2005 prevede, all’articolo 8, che le informazioni relative alla mappatura acustica e alla mappa acustica strategica siano rese accessibili al pubblico. Per tanto, le mappature acustiche e la mappa acustica strategica sono messe a disposizione per la consultazione sul sito web di ARPAT.

di ARPAT