Rinnovati gli obiettivi al 2030 durante l’assemblea generale dell’Onu

Salute, dall’Oms nuova strategia globale per la difesa di donne e bambini

Bustreo: «Nessuno dovrebbe correre il rischio di perdere la vita per cause prevedibili solo in ragione di dove vive»

[28 settembre 2015]

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Da New York questo fine settimana è stata mostrata al mondo, durante l’assemblea generale dell’Onu, la Strategia globale per la salute delle donne e dei bambini (Global strategy) sviluppata dall’Oms (l’Organizzazione mondiale della sanità in collaborazione) con l’ufficio del segretario generale delle Nazioni unite: in ballo c’è la road map globale che contribuisce a posizionare tra le priorità delle agende politiche mondiali la salute delle donne e dei bambini.

Gli impegni assunti con la Global Strategy del 2010 vengono dunque rinnovati, con nuovi obiettivi da raggiungere entro il 2030. Finora molto è stato fatto, ma le criticità non mancano.

A livello globale, dal 1990 al 2013, la mortalità infantile è diminuita del 49%, così come quella materna del 45%. Importanti passi avanti sono stati fatti in numerose aree del mondo in merito all’accesso alla contraccezione, la lotta alla fame e alla malnutrizione, la sfida contro malattie quali l’HIV, la malaria e la tubercolosi. A fronte di ciò, ancora oggi ogni anno nel mondo 290 mila donne – una ogni due muniti – perdono la vita durante la gravidanza o il parto, il 52% delle quali per cause prevedibili come emorragie o infezioni. Sono 2,6 milioni i bambini che perdono la vita negli ultimi tre mesi della gravidanza o durante la nascita, 6,3 milioni quelli sotto i cinque anni che muoiono per cause prevenibili, oltre la metà a causa di malattie come la polmonite, la diarrea e la malaria. Sono 1,3 milioni gli adolescenti che perdono la vita ogni anno a causa di Hiv, suicidi e violenze. Una ragazza su 10 nel mondo (circa 120 milioni) è vittima di violenza sessuale, 30 milioni di ragazze sono a rischio di mutilazioni genitali, 15 milioni vengono date in sposa sotto i 18 anni e 2,5 milioni hanno una gravidanza prima di compiere 16 anni.

«La nuova strategia parte da importanti successi e da quanto abbiamo appreso in questi 15 anni – spiega Flavia Bustreo, vicedirettore generale Salute della famiglia, delle donne e dei bambini dell’Oms, che ha guidato il team di sviluppo della strategia – e si rivolge principalmente ai Paesi e ai loro politici e leader, affinché proseguano l’azione di cambiamento e miglioramento delle condizioni di vita e di salute delle donne, dei bambini e degli adolescenti nel mondo. Ma è anche alle donne, ai bambini e agli adolescenti che la strategia si rivolge direttamente, così come alle loro famiglie e alle comunità, perché diventino essi stessi fautori del cambiamento e chiedano a gran voce che il loro diritto alla salute venga tutelato e rispettato. Ogni paese – conclude – è chiamato a dare il suo contributo e a dichiarare il proprio impegno nei confronti della Strategia Globale, compreso l’Italia, che in materia di salute materno-infantile ha raggiunto traguardi importanti».

La Strategia globale delinea dunque gli obiettivi da raggiungere entro il 2030: ridurre a meno di 70 ogni 100 mila i casi di mortalità delle donne durante il parto, a meno di 12 ogni 1.000 quelli di mortalità dei bambini alla nascita. Ancora, ridurre in ogni paese del mondo la mortalità dei bambini sotto i 5 anni a meno di 25 casi ogni 1.000. Mettere fine alle epidemie di HIV, tubercolosi, malaria, malattie tropicali dimenticate e tutte le altre patologie trasmissibili. Ridurre di un terzo i casi di mortalità prematura e promuovere in tutto il mondo la prevenzione.

«Nessuna donna, bambino o adolescente nel mondo dovrebbe correre il rischio di perdere la vita per cause prevedibili solo in ragione di dove vive – conclude Flavia Bustreo – sappiamo cosa è necessario fare, e cioè porre fine alle quelle cause che provocano morti prevedibili tra milioni di donne, bambini e adolescenti di tutto il mondo, assicurare il miglioramento delle loro condizioni di vita e di salute e favorire quei cambiamenti che facilitano la piena affermazione dei loro diritti e la costruzione di nuove e più prospere società»