Se ad Atene vince la sinistra…

[19 maggio 2014]

Il partito di centro-destra che egemonizza il governo greco, Nuova Democrazia, sta cercando di minimizzare la vittoria di Syriza ad Atene e nella regione dell’Attica, la più importante della Grecia, al primo turno delle elezioni comunali. I conservatori vedono concretizzarsi lo spettro di un sorpasso della sinistra “radicale” alle prossime elezioni europee, anche perché il partito del  primo ministro Antonis Samaras  era in vantaggio nei sondaggi, ma è scivolato dietro Syriza  nella zona più popolosa del Paese dove gli elettori hanno sonoramente bocciato le  misure di austerità del governo di coalizione, che include i socialisti del Pasok, ormai ridotti al lumicino e che confermano solo qualche buon sindaco grazie ad un voto fortemente locale.

Il leader di Syriza,  Alexis Tsipras, che dà il nome anche alla Lista della Sinistra unita in Italia,  aveva previsto che i partiti di governo sarebbero stati puniti alle comunali e dice che il suo partito otterrà una grande vittoria alle elezione europee, un risultato che imporrà elezioni anticipate prima del termine della legislatura greca nel 2016. «I migliori gol sono quelli segnati nel girone di ritorno», ha detto Tsipras commentando i risultati delle elezioni amministrative.

Nuova Democrazia, in forte calo ad Atene e nell’Attica, ha invece tenuto in altre regioni come la Macedonia, la Tracia e l’Epiro e dice che le sconfitte locali non avranno alcun impatto sul voto degli elettori alle europee. I leader di Nuova  Democrazia si sgolano a dire che risultati rispecchiano quelli delle elezioni nazionali del 2012 che il partito ha vinto nonostante la sconfitta nella zona di Atene-Attica. Ma i sondaggi mostrano che Syriza sta addirittura ampliando il suo vantaggio.

Un sondaggio di Kapa Research realizzato per To Vima e Reuters dice che alle europee Syriza sarà il primo partito greco con 27,4% dei voti contro il 22,7% di Nuova Democrazia, il partito neo-nazista  Alba Dorata confermerebbe i risultati delle politiche con l’ 8,7%, seguito dal nuovo partito populista  di ispirazione “grillina” To Potami (Il Fiume) all’8,1%.  Il Partito Comunista Greco si fermerebbe al  6,4%, comunque più dell’ormai distrutto Pasok, precipitato al 6,2% e che solo nel 2009 aveva vinto le elezioni con il 44%. Fra i partiti minori la destra dei Greci Indipendenti sarebbe al 4% e Dimar paga la sua breve partecipazione al governo precipitando all’1,4%

Il leader del Pasok, Evangelos Venizelos, vicepremier e ministro degli esteri, ha detto che con un simile risultato il suo Partito potrebbe uscire dal governo, segnandone la fine e probabilmente aprendo la strada ad una vittoria di Syriza.

Anche se la vittoria della sinistra ad Atene è stata favorita dalle divisioni del fronte conservatore i motivi di preoccupazione per il governo vengono anche dal fronte ambientale. A Salonicco il sindaco uscente, Stavros Kalafatis, è stato battuto dal candidato del Pasiok e della Sinistra d Democratica (Dimar)  Yiannis Boutaris, e in città gli elettori avrebbero dovuto votare anche per due referendum sulla privatizzazione della società pubblica che gestisce la depurazione delle acque, l’Eyath, un referendum dichiarato illegittimo dal ministero degli interni, ma che è stato ugualmente organizzato in modo autogestito fuori dai seggi dell’Interno ha fatto sì che le urne hanno dovuto essere collocato al di fuori dei centri elettorali. Il risultato è stato che il 98% ha detto no all’ennesima privatizzazione.

Si annunciano tempi duri per il governo che vorrebbe svendere per far cassa intere isole, come quella di Elafonisos, nel Peloponneso, comprese le spiagge di Sarakiniko e Simos, considerate tra le più belle del mondo, e dove ambientalisti, cittadini e sinistra si oppongono fortemente in nome della tutela della natura e del paesaggio.