Speriamo sia un buon segno

Senatori a vita due cantori della sostenibilità

[30 agosto 2013]

Ci sono anche due cantori della sostenibilità come l’architetto Renzo Piano (nella foto) e il professor Carlo Rubbia tra i quattro neo senatori a vita nominati oggi dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ai sensi dell’articolo 59, secondo comma, della Costituzione, l’alto riconoscimento è stato dato inoltre al maestro Claudio Abbado e alla professoressa Elena Cattaneo, che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo scientifico, artistico e sociale.

Un segnale positivo per chi, come noi di greenreport.it,  crede nell’economia ecologica e che ha dal famoso architetto – uno dei più grandi al mondo – ha riscontrato posizioni decise sul tema come nella sua opera “Almanacco dell’Architetto” dove sostiene che “La crisi energetica e la tutela dell’ambiente sono emergenze mondiali. Dobbiamo cimentarci con il problema e assumerci la responsabilità di risolverlo. Gli architetti non possono tirarsi indietro”. Non solo, al di là delle sue conosciutissime opere dove la sostenibilità è uno dei criteri direttori, Piano di recente ha anche preso posizione su uno dei nostri tempi più cari: lo stop al consumo di territorio. In una recente intervista a Casa e Clima ha sott0olineato come sia  «tempo di costruire sul costruito, di riqualificare l’esistente, di non consumare più suolo. L’esplosione delle città è già avvenuta nel Dopoguerra. Siamo nel secolo nuovo, è evidente che non si può continuare a costruire nuove periferie, spesso desolate e con costi sociali enormi”.

Secondo l’architetto, “bisogna smetterla con la tendenza di costruire sul mare. Certamente lo sviluppo del porto va salvaguardato, ma ci sono due modi di far crescere una città: il primo è sostenibile, cioè per implosione, costruendo sul costruito, il secondo è insostenibile, cioè per esplosione. Lo sviluppo delle città per implosione è l’unico modo per evitare di costruire nuove periferie, che sono la scommessa del futuro. O riusciamo a trasformare le periferie in luoghi europei o sarà un disastro”.

Che dire poi del premio Nobel Carlo Rubbia, da anni studioso delle energie rinnovabili e che di recente ha confermato come ritenga «Andare verso la sostenibilità implica un ampliamento della definizione di costo che va ben al di là delle mere implicazioni economiche a breve temine per includere interessi economici, ambientali e sociali di lungo periodo. Al fine di riconciliare sviluppo sostenibile e crescita economica, devono essere fatte scelte strategiche coerenti, che si basino su reali e innovativi sviluppi tecnologici e scientifici». Non solo parole, peraltro, visto il curriculum del premio Nobel il cui lavoro è ancora incentrato pienamente sulla sostenibilità come le sue ultime ricerche su un metodo appunto sostenibile per produrre idrogeno.

A noi, in linea generale, i testimonial non piacciono, tuttavia due personaggi di questo calibro così attenti alla sostenibilità potrebbero – è la nostra speranza – dare un contributo importante per le future scelte di questo Paese che, peraltro, non sempre li ha amati e premiati quanto avrebbero meritato.