Siamo in recessione, anzi no, forse sì

[11 settembre 2013]

Anche al tempo della crisi e della recessione, che cos’è la corretta informazione dovrebbe essere noto e anche la sua applicazione. Facile anche la definizione di informazione obiettiva, al limite dell’impossibile invece la sua applicazione, tant’è che greenreport.it ha sempre proposto un punto di vista pur restando nei limiti della deontologia.

Detto questo e senza accusare nessuno vogliamo segnalare un curiosità delle ultime 36 ore che, se non fosse che non vogliamo credere ai complotti e alle veline, ci ha lasciato molto perplessi. Nel giro di un giorno e mezzo siamo passati dagli allarmi Istat sul Pil ancora in calo e previsioni in negativo (senza considerare cosa ha detto l’Ocse la scorsa settimana) all’entusiasmo di Confindustria che parla stamani di “svolta” e “fine della crisi”.

Ricordando inoltre – e coi brividi addosso – le affermazioni di “luce in fondo al tunnel” di Mario Monti nel 2012 per il 2013, il vero problema è che la matematica, base delle statistica, dovrebbe non essere un’opinione, pur avendo il suo buon grado di interpretazione. Per chi poi è interessato all’economia ecologica, sa come i numeri spesso parlino da soli, non solo, sa anche di quanto sia fondamentale la contabilità ambientale e chi sa leggerla. Ma i numeri soprattutto non possono essere usati come grimaldello, almeno così pare a noi, un giorno “esplosivamente” per sostenere il governo e un altro (anche quello successivo e con la stessa enfasi) per farlo stare in piedi. Va bene esporre un punto di vista, ma così il lettore che informazione riceve?

Ognuno ovviamente è legittimato a pensarla come vuole, ma almeno certi toni perentori sarebbe il caso di lasciarli perdere.