“I signori del cibo” al Teatro del Sale di Firenze

[12 gennaio 2017]

Un’inchiesta vera. Di quelle che non si fanno più. Oggetto, il cibo o meglio il mercato del cibo. Il prossimo 17 gennaio, Cospe presenta al Teatro del Sale di Firenze (via de’ Macci 111 r),  il libro di Stefano Liberti “I signori del cibo”, edito dalla Minimum Fax e giunto, dopo pochi mesi, alla seconda ristampa. Insieme all’autore sul palco dell’Associazione culturale fiorentina, Fabio Picchi, il presidente di Cospe, Giorgio Menchini e il giornalista Raffaele Palumbo.

Un’occasione per parlare di temi che ci stanno a cuore: la biodiversità, le diseguaglianza di risorse e l’altra faccia della medaglia, le multinazionali e la finanza che sempre di più regolano le nostre abitudini alimentari in modo subdolo e inarrestabile.

Di questo parla infatti l’accurata indagine del giornalista Stefano Liberti, che parte da una considerazione: secondo previsioni dell’Onu, nel 2050 saremo 9 miliardi di persone sulla Terra. Come ci sfameremo, se le risorse sono sempre più scarse? Più che una risposta il reportage, durato due anni, apre a tanti interrogativi e, seguendo quattro filiere alimentari specifiche (la carne di maiale, la soia, il tonno in scatola e il pomodoro concentrato) tenta di svelare cosa sta dietro a questo enorme business che influenza la nostra vita quotidiana e la vita stessa del pianeta, facendo luce sui giochi di potere che regolano il mercato del cibo, dominato da pochi colossali attori sempre più intenzionati a controllare ciò che mangiamo e a macinare profitti monumentali.

Un viaggio che ci porterà dall’Amazzonia brasiliana, dove le sconfinate monoculture di soia stanno distruggendo la più grande fabbrica di biodiversità della Terra fino ai mega-pescherecci che setacciano e saccheggiano gli oceani per garantire scatolette di tonno sempre più economiche, dagli allevamenti industriali di suini negli Stati Uniti a un futuristico mattatoio cinese, fino alle campagne della Puglia, dove i lavoratori ghanesi raccolgono i pomodori che prima coltivavano nelle loro terre in Africa.

Quali le soluzioni? Proveremo a parlare anche di queste, a partire dalla campagna Cospe “terre del cibo” (www.terredelcibo.cospe.org)  e le comunità locali come unica possibilità di riprendersi una produzione, sana, equa e che rispetti i valori dell’ambiente e della salute. Un lavoro lungo e difficile ma probabilmente inevitabile.

Parlarne al Teatro del Sale, dove la cucina del circolo viene gestita dallo staff del Cibreo e dove impera la filosofia dei prodotti che rispettano la terra e chi produce e dove la riscoperta e la valorizzazione delle tradizioni culinarie locali si fonde alla cultura e all’arte, sarà una bella occasione per confrontarsi su tematiche urgenti e affascinanti.

Come per tutte le serate del Teatro del sale l’incontro del libro sarà preceduto da una cena alle 19.30 e dove numerose aziende bio offriranno il loro vini.

L’ingresso alla cena e alla presentazione è di 30 euro per i soci. Obbligatoria per i non soci  l’iscrizione al Circolo del Teatro del Sale. Il costo è di 11 euro ridotta 7 euro  per giovani, studenti e pensionati.

Per tutte le informazioni:  www.teatrodelsale.com  tel. 055 200 1492

di Cospe per greenreport.it