Sistri, riparte la giostra? Il ministero pensa d’invalidare il contratto di affidamento

[2 luglio 2014]

La legislazione e la normativa di stampo italiano, pressoché in qualunque ambito, è facile da riconoscere: incertezza nell’interpretazione, instabilità nelle norme e farraginosità – quando non illeggibilità – del testo sono i tratti caratteristici. Talvolta, però, da buoni italiani ci piace esagerare: è il caso del Sistri, il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti.

Nato non bene e con l’idea piuttosto difficile da realizzare con questo strumento di mettere un freno all’illegalità e alle infrazioni nella (cattiva) gestione del ciclo dei rifiuti, in 7 anni – perché tanti ne sono passati dalla posa della prima pietra nella costruzione del Sistri – è andato ben oltre le più pessime prospettive. E il peggio è che si è continuato a insistere sulla stessa strada, fino a scoprire che il Sistri, anziché frenarla, ha probabilmente alimentato l’illegalità.

«Dopo due anni di istruttoria l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici – ricorda in un’interrogazione parlamentare Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera – ha depositato lo scorso 8 maggio 2014 la Deliberazione n. 10 con la quale elenca alcune violazioni e illegittimità in merito all’iter amministrativo del sistema di tracciabilità dei rifiuti (SISTRI). Iter definito “non conforme” al Codice dei contratti pubblici, in particolare per quanto riguarda la “secretazione” sul progetto stesso posta nel febbraio 2007 dall’allora Ministro dell’Ambiente. Rilievi che sono stati inviati anche alla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Napoli, alla Procura generale della Corte dei Conti e al Nucleo Polizia Tributaria di Napoli, che da marzo 2014 sta indagando sul SISTRI in merito a fondi neri all’estero, affidamenti illeciti e false fatturazioni. Indagine che proprio oggi ha portato agli arresti domiciliari l’ex presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini».

Tenendo conto di questi ultimi aspetti, oggi Realacci informa che «il ministero dell’Ambiente sta valutando se, visti violazioni e illegittimità nell’iter amministrativo di affidamento del progetto Sistri a Selex Es individuati dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici, ci siano le condizioni per considerare il contratto con Selex Es (in scadenza il 30 novembre, ndr) non valido e procedere a nuovo affidamento senza incorrere in penalità».

Anticipando così (in parte) una risposta all’interrogazione dello stesso Realacci, il ministro Galletti sembra intenzionato a «valutare, anche in considerazione delle indagini su fondi neri, affidamenti illeciti e false fatturazioni relativi al Sistri, l’opportunità di avviare una nuova procedura di affidamento del Sistema di tracciabilità dei rifiuti rispettando quanto previsto nel codice degli appalti con meccanismi che garantiscano trasparenza e legalità. In modo tale da realizzare – sottolinea Realacci – un sistema di tracciabilità per la gestione e la movimentazione dei rifiuti da parte delle aziende che sia semplice, efficace e trasparente. Davvero capace, al contrario del Sistri, di contrastare il fiorente traffico illegale di rifiuti pericolosi, che come denunciato da Legambiente resta una delle attività più redditizie delle ecomafie».

Che in primo luogo si contrastano con norme chiare e stabili per quegli imprenditori che vogliono operare onestamente nel settore, con una dotazione di impianti industriali efficienti e funzionanti, e con una cittadinanza consapevole delle necessità del proprio territorio: le belle favole sui rifiuti zero e le cattive storie sul Sistri da sole non bastano, e non basteranno.