Sochi 2014: danni ambientali e leggi omofobe distruggono lo spirito delle Olimpiadi

[7 febbraio 2014]

Questa sera a Sochi, Russia, avrà luogo la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali 2014. La bellezza di un evento internazionale e pacifico per definizione è, però, oscurata dai resoconti sulla catastrofe ambientale, causata dalla costruzione del sito olimpico, e dalle continue testimonianze sul mancato rispetto dei diritti umani in Russia.

I Giochi Olimpici sono nati per unire i popoli attraverso competizioni pacifiche, ma l’impatto ambientale devastante e il costante indebolimento delle libertà politiche e civili dei cittadini russi e dei migranti getta più di un ombra sulla gioia della cerimonia di apertura. La violenza nei confronti di persone LGBTI é incoraggiata dalla legge discriminatoria ed omofoba che vieta ogni “propaganda di relazioni sessuali non tradizionali” mettendo sullo stesso piano omosessualità ed omofobia. La comunità internazionale deve essere chiara ed intransigente: anche quando i giochi saranno finiti, non dobbiamo smettere di sostenere chi in Russia si batte per la propria libertà.

Anche l’impatto ambientale di queste Olimpiadi, senza precedenti nella storia dei giochi, preoccupa l’opinione pubblica internazionale e desta l’interesse di attivisti e Ong. Come Verdi europei abbiamo sostenuto fin dall’inizio gli attivisti che hanno denunciato l’assoluta indifferenza rispetto al valore ambientale di quel territorio. La zona intorno a Sochi è sito protetto dell’UNESCO, ma ciò non ha fermato gli organizzatori dei Giochi dal deturparlo. Il governo russo deve farsi carico delle proprie responsabilità anche ambientali e impegnarsi a rimediare, per quanto possibile, ai danni fatti.

di Monica Frassoni, copresidente del Partito Verde Europeo