Solvay licenzia in Europa, e a Rosignano? Coniugare la tutela dell’ambiente a quella del lavoro

[6 giugno 2013]

Grande fibrillazione intorno al gruppo Solvay in questi giorni. Di oggi la notizia che il gruppo chimico belga ha intenzione di procedere ad un piano di competitività e riorganizzazione della produzione di carbonato di sodio. In altre parole si taglia, e a farne le spese saranno 450 lavoratori che in Europa perderanno il posto di lavoro entro il 2016, con la chiusura di uno dei suoi siti produttivi in Portogallo, quello di Povoa.

Per quanto riguarda invece gli stabilimenti di Santander e Cantabria (Spagna) e Devnya (Bulgaria) l’azienda afferma di volerli rendere più efficienti. «Al fine di rafforzare la propria posizione di leader mondiale nel carbonato di sodio e migliorare la propria redditività – è scritto in comunicato dell’azienda – Solvay lancia un piano d’azione che consenta di ridurre i suoi costi base in Europa di 100 milioni all’anno a partire dal 2016 rispetto al 2012. Solvay si prenderà cura di limitare l’impatto sociale, anche attraverso trasferimenti interni», conclude la nota.

Al di là delle rassicurazioni, pare che si intenda riparare alle perdite (Solvay ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un calo del 22% dell’utile netto), “ristrutturando” alla vecchia maniera. In Toscana, è interlocutoria la situazione per il sito produttivo di Rosignano, per il quale si parla di un “riallineamento ai bisogni del mercato”. Capiremo meglio in seguito cosa significa, ma di fatto Solvay ribadisce che la domanda varia a seconda delle zone geografiche e per questo è stato deciso un aumento della produzione a Green River, nel Wyoming.

Probabilmente le notizie in possesso del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sono più rassicuranti delle nostre perché la lettura pare diversa. «La volontà espressa dal Gruppo Solvay di proseguire la produzione di carbonato di sodio concentrandosi in Europa ed evitando delocalizzazioni esterne è indubbiamente positiva e conferma la centralità dello stabilimento di Rosignano Solvay nella strategia di ricerca di maggiore competitività – ha commentato il presidente – Solvay ha  interessi importanti in Toscana che la Regione segue con attenzione, sia relativamente alla Solvay Bario di Massa-Carrara, dove sono previsti nuovi investimenti e posti di lavoro diretti ed indiretti attraverso insediamenti di altre imprese, sia per quanto riguarda la possibilità di ulteriori espansioni della Solvay Rhodia di Livorno, sia infine relativamente al consolidamento produttivo ed ambientale di Rosignano Solvay».

Rossi ha poi informato che nei prossimi giorni la Regione Toscana incontrerà sia il direttore uscente che il nuovo direttore dello stabilimento Solvay a Rosignano, per un approfondimento sulle strategie e le prospettive per le attività attuali, i posti di lavoro e l’indotto. Prima della pausa estiva è in calendario anche un incontro con la direzione generale di Bruxelles.

Al di là delle visioni ottimistiche è bene vigilare per la tutela dei posti di lavoro e dell’ambiente, perché specialmente su quest’ultimo fronte le notizie degli ultimi giorni non sono proprio rassicuranti. Infatti come noto cinque dirigenti dello stabilimento chimico Solvay di Rosignano sono indagati per scarichi abusivi di fanghi industriali in mare, accusa della Procura di Livorno conseguente a quattro anni di indagini. Secondo l’inchiesta, l’impianto avrebbe scaricato in mare i fanghi di risulta della lavorazione che sarebbero stati “annacquati” per diluirne la concentrazione.

Al proposito, l’Arpat si è espressa affermando che «dalle ricostruzioni giornalistiche si può evincere che sarebbe stata rivelata la presenza di scarichi che conferivano in mare sostanze pericolose fino ad oggi ignote e, perciò, non quantificate. Dall’attività di controllo svolta non ci risulta che sia così: tutti i reflui dello stabilimento erano comunque oggetto dei controlli e delle valutazioni sul carico inquinante complessivo dello stabilimento Solvay. Infatti, lo stabilimento Solvay è oggetto del controllo da parte di ARPAT in base a normative, autorizzazioni e accordi che impegnano diverse strutture dell’Agenzia, anche in collaborazione con altri organi di controllo, come nel caso dell’attuale indagine condotta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Livorno, che ha visto l’Agenzia a supporto degli accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza». In ogni modo, commenta Arpat, «la presenza degli scarichi industriali Solvay ha fatto ritenere necessaria la conferma del divieto permanente di balneazione a titolo precauzionale».

Ancora una volta, dunque, alla vigilanza sulla garanzia di tutela ambientale deve accompagnarsi quella dei posti di lavoro. Confidiamo quindi nella concretezza delle affermazioni del presidente Rossi, quando commenta che «Le recenti decisioni assunte dal Gruppo Solvay, come ad esempio la joint-venture con il gruppo Ineos anch’esso presente a Rosignano, si inseriscono in un quadro di rapporti che ha visto la Regione Toscana impegnata per  garantire continuità negli investimenti e negli adeguamenti tecnologici. Naturalmente continuiamo a mantenere la massima attenzione sui temi ambientali, così come abbiamo sempre fatto –  ha concluso il presidente Rossi-  in collegamento con il ministero dell’Ambiente e gli Enti locali, puntando a rendere ancora più compatibili produzione, lavoro e tutela ambientale».