Il sindaco Nicolini: «Profondo dolore per queste morti. Ma anche rabbia e incredulità per l’indifferenza complice delle istituzioni italiane ed europee»

Lampedusa, proclamato il lutto cittadino per la morte dei migranti

Telegramma a Letta: «Venga a contare i morti con me»

[3 ottobre 2013]

Mentre ancora si recuperano e si contano i corpi delle vittime del naufragio avvenuto al largo della Spiaggia dei conigli a Lampedusa, il sindaco dell’Isola Giusi Nicolini (Nella foto tratta da www.lampedusaonline.com) manifesta il suo cordoglio per le centinaia di vite spezzate alla ricerca di un futuro migliore proclamando per domani il lutto cittadino.

Ma accanto al profondo dolore, c’è lo sgomento e la rabbia per l’atteggiamento delle istituzioni italiane e dell’Europa che continuano a considerare il fenomeno dei migranti come un’emergenza. Per questo stamane ha scritto un telegramma al presidente del consiglio Enrico Letta invitandolo a venire a Lampedusa per contare i morti.

«Provo un dolore profondo per la morte di queste persone e per le loro famiglie – dichiara Giusi Nicolini -. E’ l’ennesima agghiacciante strage di innocenti che si consuma al largo delle mie Isole. Esprimo cordoglio a nome di tutta la comunità lampedusana, che si sta adoperando insieme alle forze dell’ordine per dare soccorso ai superstiti e per recuperare i corpi annegati. Ma non posso non esprimere anche l’incredulità per la miopia dell’Europa, che insiste nel girarsi dall’altra parte – continua il sindaco -. Come si fa a ritenere gli sbarchi un’emergenza? I migranti arrivano sulle nostre coste da anni e continueranno a farlo ancora per molto tempo. E’ evidente che occorrono scelte politiche diverse. Se le istituzioni non interverranno subito, saranno inevitabilmente complici di questo assurdo e vergognoso eccidio. In un momento così drammatico – conclude -, sarebbe per me molto importante se la Presidente della camera Laura Boldrini, per la sua esperienza e la sua umanità, per la vicinanza che ci ha sempre dimostrato, potesse venire a Lampedusa».