Stragi di Parigi: quello che sanno e pensano i bambini

La scuola ci ha fatto diventare amici (anche se siamo tutti diversi)

[17 novembre 2015]

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Maddalena ha nove anni e le ultime parole del dibattito in classe sono le sue: «La scuola ci ha fatto diventare amici, anche se siamo tutti diversi». «Sono state cinque ore di scuola molto intense – mi dice la maestra Patrizia – E’ stato bellissimo e domani continuiamo con dei pensieri individuali. Oggi è stato il giorno del confronto, della riflessione collettiva».

Siamo a Perugia, in una classe terza della scuola primaria dove l’insegnante, da lungo tempo impegnata in percorsi di educazione alla pace e ai diritti umani, ha voluto affrontare i fatti che sono sulla bocca di tutti: le stragi di Parigi.

Ecco quello che i bambini sanno e pensano. Senza filtri. Le loro parole sono state trascritte da ciascuno nel proprio quaderno. Tra le tante parole che ci inondano in questi giorni vale la pena di ascoltare (non solo leggere) anche queste.

NB: questa storia è un omaggio a tutte le insegnanti, gli insegnanti e dirigenti scolastici che tutti i giorni cercano di educare i nostri figli alla cittadinanza democratica e alla responsabilità. Questa è la buona scuola su cui dobbiamo investire per costruire un’’Italia, un’’Europa e un mondo migliori.

di Flavio LottiTavola della pace

 

Pensieri per Parigi

 

Io so

Leonardo: so che in un Teatro a Parigi sono state uccise 100 persone

Francesca: so che ci sono 300 feriti

Giulio: so che sono morti 8 attentatori

Giorgia: so che vogliono fare altri attentati a Roma, Bangkok e Pechino 

Daniele: so che a Parigi c’erano tante luci accese e adesso sono tutte spente: adesso sembra una città fantasma
Matteo: so che davanti allo stadio mentre c’era la partita Francia Germania tre Kamikaze si sono fatti esplodere
Valeria: so che sono morti anche dei bambini

Francesca: so che la banda che ha ucciso si chiama ISIS

Leonardo: so che davanti agli ospedali c’era una fila lunghissima di persone che volevano donare il sangue ai feriti

Toni: siccome so che sono morte 100 persone ho paura che succeda anche da noi

 

Chi ha compiuto gli attentati?

Giulio: ISIS

Che cos’è l’ISIS?

Maddalena: Una banda che uccide la gente

Leonardo: In questa banda c’erano tre ragazzi che venivano dal Belgio

 

Perché uccidono?

Leonardo: credono che il loro Dio Allah gli dica di fare la guerra a quelli che non appartengono alla loro religione
Matteo: credono che la loro religione sia superiore alle altre

Youssef: sono arabi, ma non pregano

Karima: il Corano non dice di uccidere

 

E’’ obbligatorio pregare?

Tutti: no

Perché?
Maddalena: no perché ognuno ha la sua religione

Youssef: ognuno può fare quello che vuole

Karima: pregare o non pregare è una scelta

Toni: ogni persona prega a modo suo

 

C’è un Dio che vale più degli altri?

Tutti: no

Perché?
Giorgia: di Dio ce n’è uno solo ma ha tanti nomi

 

C’è un Dio che dice di uccidere le persone?

Tutti: no

I terroristi di Parigi a quale religione appartengono?

Tutti: Mussulmana

Secondo voi, bambini musulmani, sono dei buoni musulmani?

Karima: no perché i buoni musulmani vogliono la pace e non la guerra

Youssef: il Corano non dice di uccidere le persone
Secondo voi, bambini non musulmani, tutti i musulmani sono cattivi o terroristi?

Tutti: no
Matteo: no perché altrimenti la nostra classe non ci sarebbe più. Ci sono tante religioni diverse

Valeria: no perché non tutti i musulmani vogliono fare la guerra

Toni: ci sono dei musulmani buoni e altri musulmani cattivi

Matteo: ho visto un video dove c’erano bambini che non andavano a scuola ma erano addestrati per la guerra
Daniele: questo non va bene perché vengono usati come armi. Loro sono deboli e gli adulti se ne approfittano
Karima: andare a scuola è un diritto di tutti i bambini

Giorgia: ogni bambino ha diritto ad avere la propria immaginazione e i propri pensieri

Maddalena: la scuola ci ha fatto diventare amici, anche se siamo tutti diversi


Perugia, 16 Novembre 2015