Una trave di vetro made in Tuscany, per costruire un futuro migliore

Dopo la Piramide inversa del Louvre per l’architettura toscana si annunciano nuovi successi

[20 ottobre 2014]

Insieme alla Monna Lisa l’altro simbolo universale del Louvre, il museo più famoso (e visitato) al mondo, è quell’imponente costruzione in vetro che s’incontra due volte – fuori e all’interno dell’edificio – e ti rimane negli occhi per sempre. Si tratta di quella Piramide inversa protagonista anche nei bestseller di tale Dan Brown e che riflette e propaga «come un prisma, la luce all‘interno della hall sotterranea» del Louvre.  I turisti di tutto il mondo (italiani compresi) la amano, ma in pochissimi sanno che a costruirla non sono stati ingegneri dei più rinomati uffici parigini, ma una realtà d’eccellenza toscana: la Rober Glass srl di Calci, piccolo paese in provincia di Pisa.

La stessa azienda è oggi socia (insieme alla Vitarelli Vito spa di Collesalvetti, la Iron Art di Fucecchio, lo studio di ingegneria INTRE di Lucca e l’università di Pisa) della TVT Srl, una società di ricerca e sviluppo di soluzioni innovative per il mondo dell’architettura e dell’ingegneria civile, che trae origine dal brevetto delle Travi Vitree Tensegrity (TVT), sviluppato presso l’università di Pisa dalle ricerche di Maurizio Froli. Se tanto ci dà  tanto, e visti i precedenti, il futuro di questa società potrà essere più brillante di quel vetro che ne costituisce il core business.

Con sede a Collesalvetti (Livorno) e guidata dal presidente Vito Vitarelli, la TVT farà il suo debutto alla Fiera Glastec che si svolge a Düsseldorf, in Germania, dal 21 al 24 ottobre, portando il suo esempio di successo in quanto spin off (riuscita) dell’università di Pisa. La testimonianza cristallina che il connubio tra ricerca e industria può essere fecondo di grandi soddisfazioni, e la Toscana è un terreno più che adatto per scommetterci.

«Le Travi Vitree Tensegrity – spiega Froli, del dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni – costituiscono la risposta ingegneristica alla richiesta di un’ideale smaterializzazione degli edifici proveniente in misura crescente dalla architettura contemporanea. Si tratta di un prodotto da costruzione in vetro strutturale precompresso e acciaio, attualmente unico a livello internazionale nel settore high tech, che apre le porte alla possibilità di costruire strutture in vetro di grande luce ed elevate capacità portanti anche in zona sismica, garantendo gli stessi standard di sicurezza che oggi possiedono altri materiali da costruzione tradizionali».

L’obiettivo dei fondatori – comunicano dall’Ateneo pisano – che oggi prevedono un ingente investimento nel cinquennio 2014-2019, è quello di promuovere il Made in Italy e dare un impulso alla ricerca nel campo della ingegneria strutturale italiana alla luce dei numerosi riconoscimenti, che in pochi anni ha ricevuto la tecnologia costruttiva delle TVT.

Già nel 2009 Froli, con le Travi Vitree Tensegrity, è risultato primo classificato nel settore Ricerca del Premio Vespucci promosso dalla Regione Toscana. Nel 2010 le travi in vetro sono state inserite nell’almanacco dell’eccellenza del Ministero degli Esteri “Winning Italy” e nel 2012 sono state selezionate tra le 100 innovazioni più importanti del Made in Italy.

Dopo i vari e prestigiosi premi accademici, ci si attende adesso che i riconoscimenti possano arrivare pure in ambito industriale, in primis dall’Italia e dalla Toscana. Sarebbe non solo il giusto coronamento di un progetto nato e cresciuto qui, ma anche un’iniezione di grande fiducia per la Regione e il Paese più belli del mondo.  Il grande successo del Louvre è simboleggiato da un’opera d’architettura (italiana) e una d’arte (italiana). Prima di deprimerci guardando al nostro presente e futuro dovremmo pensare a esempi come questi.