Ttf, il Governo ascolta le lobby finanziarie e non l’economia e la società in crisi

[18 dicembre 2013]

«La difficoltà di accesso ad occupazione e sane attività produttive sta portandoci pericolosamente verso l’illusione che la scorciatoia dell’azzardo, della scommessa sportiva e della speculazione può risolvere i nostri problemi. La timidezza del Governo verso queste realtà con l’accantonamento dell’emendamento alla  Tassa sulle Transazioni Finanziarie ( Ttf ) non inverte questa tendenza» è questa la reazione della Campagna ZeroZeroCinque di fronte al ritiro dell’emendamento 1.866 presentato dall’On. Bobba.

«Le motivazioni del Governo si fondano su un errore culturale profondo. L’uso speculativo del denaro non è un settore produttivo che produce un reddito stabile e duraturo nel tempo e pensarlo vuol dire creare pericolose illusioni che spingono singoli ed istituzioni finanziarie a mettere a rischio il benessere delle famiglie, province un tempo ricche ed interi paesi» dichiara Leonardo Becchetti, portavoce della Campagna «La lezione di migliaia di ricerche in finanza e il principale contributo del neo Premio Nobel Eugene Fama è che non si batte il mercato, non si vince contro il banco. E l’altro Nobel premiato quest’anno, Robert Shiller, ci insegna che eccessi di liquidità producono esuberanza irrazionale, bolle e rovinose cadute».

L’ampliamento della base imponibile è stato uno dei nodi centrali nella discussione in Parlamento relativa alla Tassa sulle Transazioni Finanziarie e nonostante Mediobanca ci dice che il 99% dell’uso derivati sia per operazioni speculative e non di copertura, e nonostante l’emendamento prevedesse l’esenzione delle operazioni di copertura, tutto questo non è stato sufficiente per rassicurare le contrarietà del Governo per cui è legittimo domandarsi:  le operazioni speculative vogliamo per forza tenerle? E’ questo un settore economico da proteggere? La deduzione logica non può che essere questa. Le argomentazioni degli effetti della tassa sul prezzo delle attività finanziarie e sul costo del finanziamento in capitale di rischio avanzate dai detrattori della tassa non hanno alcun fondamento scientifico ed empirico viste le aliquote proposte dall’emendamento.

Il nostro apprezzamento va all’On. Bobba che, fino alla fine, in qualità di primo firmatario dell’emendamento, ha lottato per la sua approvazione. Una battaglia evidentemente impari, anche se sostenuta in Parlamento da rappresentati di quasi tutti i gruppi politici (cosa solitamente rara!) e ancor più importante sostenuta da un ampio consenso popolare di cui la nostra Campagna è in parte rappresentativa.

«La rottamazione di cui abbiamo bisogno non è anagrafica ma culturale. Abbiamo bisogno di una banca centrale che metta al centro la lotta alla disoccupazione con strumenti nuovi, di un divieto per le banche di fare trading in proprio con i soldi dei depositanti (la Volcker rule approvata negli Stati Uniti la scorsa settimana) e di una fiscalità che penalizzi l’uso speculativo del denaro favorendone quello paziente di finanziamento all’economia reale. La nostra “giovane” classe dirigente avrà la forza per portare avanti questi cambiamenti e sostenerli con tenacia in Italia, nel lavoro che si è impegnata a fare in Parlamento a partire da gennaio 2014, e in Europa? E’ questo che chiediamo con forza come Campagna ZeroZeroCinque» conclude Becchetti.

Campagna ZeroZeroCinque