I dati italiani confermano (con qualche differenza) il trend europeo

La tutela dell’ambiente? È “importante” per il 95% dei cittadini europei

Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo un oceano di buone intenzioni

[8 settembre 2014]

A tre anni dall’ultimo sondaggio Eurobarometro per valutare le percezioni, gli atteggiamenti e le pratiche dei cittadini europei, quello condotto tra il 26 aprile e l’11 maggio 2014 nei 28 Stati membri dell’Ue per conto della direzione generale Ambiente conferma che «su questo argomento, nonostante la crisi economica, la preoccupazione dei cittadini europei nei confronti dell’ambiente non si è affievolita». Anche i dati italiani  (vedi tabelle a lato), pur con qualche differenza e discostamento rispetto ai quesiti posti,  embrano confermare questo trend.

Il sondaggio ha interessato 27.998 cittadini provenienti da diverse fasce sociali e demografiche e il consenso è quasi unanime: il 95% degli  intervistati ha dichiarato di ritenere la tutela dell’ambiente importante a livello personale e molti pensano che si possa fare di più.

Tenendo sempre conto che, soprattutto quando si parla di sondaggi e di ambiente, tra il dire e il fare c’è di mezzo un oceano di buone intenzioni (e non solo di voto, ma anche nelle pratiche della vita quotidiana) è però confortante sapere che il 79% degli intervistati pensa che un uso efficiente delle risorse naturali possa stimolare la crescita e che il 74% creda che lo stesso si possa ottenere con la protezione dell’ambiente. «Se l’80% di loro ritiene che l’economia incide sulla qualità della vita – sottolinea un comunicato della Commissione europea – il 75% pensa che anche lo stato dell’ambiente abbia un impatto analogo e il 77% dei cittadini dell’Ue crede che i problemi ambientali si ripercuotano direttamente sulla loro vita quotidiana».

A preoccupare è l’inquinamento, con al primo posto quello dell’aria (56%) seguito da quello dell’acqua qua (50%), subito dopo arrivano produzione di rifiuti ed esaurimento delle risorse naturali. Il 59% degli intervistati ritiene che «per misurare i progressi nei rispettivi paesi, i fattori sociali e ambientali dovrebbero essere considerati importanti tanto quanto i criteri economici».  Per quanto riguarda la spesa e agli investimenti delle amministrazioni pubbliche nazionali, il 59% dice che l’ambiente dovrebbe essere tenuto  in maggior conto rispetto ai costi.

Rispetto al sondaggio del 2011, salgono al 75% gli europei pronti ad acquistare (a parole, almeno) prodotti rispettosi dell’ambiente, anche a  costi leggermente più elevati, mentre ben il 93% ritiene che i grandi inquinatori debbano risarcire i danni ambientali causati e l’introduzione di sanzioni più pesanti per i trasgressori è considerata il modo più efficace di affrontare i problemi ambientali.

L’85% degli europei pensa di avere un ruolo da svolgere nella protezione dell’ambiente e dice di aver cominciato ad agire di conseguenza: le tre attività più diffuse sono  la separazione dei rifiuti destinati al riciclaggio (72%), la riduzione del consumo energetico (52%) e del consumo idrico (37%).

Anche se un numero maggiore di cittadini ritiene di essere ben informato sull’ambiente in generale, il 39% sente il bisogno di saperne di più sull’impatto che le sostanze chimiche utilizzate nei prodotti di uso quotidiano hanno sulla salute.

Una significativa maggioranza è convinta che si possa fare di più per proteggere l’ambiente e il 77% crede che le grandi imprese e l’industria non si stiano impegnando a sufficienza; il 70% pensa la stessa cosa dei governi dei Paes Uei, mentre il 65% ritiene che anche i cittadini possano fare di più.

La priorità identificate dai cittadini che vogliono tutelare l’ambiente sono però molto cittadine e poco legate direttamente alla tutela della biodiversità: separare i rifiuti da riciclare (54%), ridurre il consumo di energia domestica (39%) e utilizzare i trasporti pubblici (39%).

Però, nonostante le critiche populiste alla difesa di fiori, pipistrelli e marmotte, il 77% dei cittadini dell’Ue è d’accordo nel ritenere che la normativa ambientale europea sia necessaria per proteggere l’ambiente nel proprio Paese; 6 su 10 pensano che le decisioni in materia ambientale dovrebbero essere adottate congiuntamente all’interno dell’Ue. Il 79% crede che l’Ue dovrebbe poter verificare che le disposizioni legislative in materia di ambiente siano effettivamente applicate in modo corretto nel proprio Paese di appartenenza. L’84% vuole che una quota maggiore dei finanziamenti Ue siano destinati a sostenere attività rispettose dell’ambiente. Inoltre, il 56% dei cittadini auspica un impegno europeo ancora maggiore per la protezione dell’ambiente.

«Ci rincuora constatare che anche in questi tempi difficili la tutela dell’ambiente gode di un sostegno solido e diffuso – conclude il commissario europeo all’Ambiente Janez Potočnik – I cittadini sono particolarmente preoccupati in merito all’inquinamento di aria e acqua, alle sostanze chimiche e ai rifiuti e credono che si debba tutti fare di più per proteggere l’ambiente».