I Verdi chiedono di fermare le Olimpiadi

Ucraina verso le elezioni: stop alla guerra civile

[21 febbraio 2014]

In Ucraina, secondo l’agenzia Ansa, è stato raggiunto l’accordo tra il potere ucraino, l’opposizione, l’Ue e la Russia per mettere fine alle violenze a Kiev. L’accordo, stando a quanto si apprende in queste ore, prevede elezioni presidenziali anticipate, un governo di coalizione e una riforma costituzionale. Il condizionale, in una fase così delicata, è d’obbligo e infatti è molta la prudenza da parte di tutti gli interlocutori. Gli stessi attivisti in piazza sembrano essersi mossi verso il compromesso, firmato con il presidente ucraino Viktor Ianukovich, ma non è chiaro se questo sarà accettato dalla maggioranza dei partecipanti di quella che a Kiev era ormai sfociata in guerra civile.

Nel frattempo si contano i morti, oltre 80 e in Italia i Verdi chiedono di bloccare le Olimpiadi di Sochi: «E’ assurdo che le Olimpiadi continuino mentre a poche centinaia di chilometri è esplosa una guerra civile in Ucraina, alle porte fisiche e politiche, dell’Europa – ha detto il leader dei Verdi Angelo Bonelli – Chiediamo quindi a tutti gli stati membri dell’Unione europea di bloccare le proprie delegazioni ai giochi olimpici fin quando nelle strade e nelle piazze d’Ucraina continuerà il massacro».

«La guerra civile in Ucraina – ha aggiuto –  rischia di diventare un bis della tragedia dei Balcani: sarebbe imperdonabile se l’Europa esitasse ad assumere iniziative forti rispetto al regime ucraino per via delle forniture di gas o perché intimorita dalle conseguenze sui rapporti con Mosca – ha concluso Bonelli -. I cento morti e le centinaia di feriti nelle strade e nelle piazze ucraine chiedono un intervento immediato per fermare il sangue e le violenze».

Al proposito c’è da segnalare che si è ritirata ufficialmente dalla gara di ieri si slalom dei Giochi di Sochi Bogdana Matsotska, la sciatrice ucraina che aveva annunciato via Facebook l’intenzione di lasciare le Olimpiadi in segno di protesta contro il presidente del suo Paese, Viktor Ianukovich, e di solidarietà per le vittime degli scontri di piazza a Kiev.