Un ritorno alla natura può aiutare a curare la cosiddetta “dipendenza da Internet”

Nel Parco della Majella si è parlato di Iad (Internet addiction disorder), una patologia dai devastanti effetti

[5 giugno 2017]

Durante il Festival del benessere che si è chiuso ieri a Caramanico Terme, nel Parco della Majella, si è parlato di Iad – Internet addiction disorder – una patologia dai devastanti effetti figlia indiretta dell’era dei social media.

Dal dibattito, cui ha partecipato Federico Tonioni, psichiatra e direttore dell’Ambulatorio dipendenze da internet del Policlinico Gemelli di Roma, è emerso che riprendere il contatto con la natura, con gli animali, con l’attività fisica all’aria aperta può essere una terapia straordinaria per curare gli adolescenti affetti dalla cosiddetta “dipendenza da Internet”, quando questa sfocia in vera e propria patologia.

«Recuperare la variabilità del mondo esterno – è stato spiegato al convegno – magari praticando tutte le attività che l’ambiente naturale di un parco consente di svolgere, come correre, andare in bicicletta, arrampicare in montagna, osservare gli animali in natura è una vera e propria terapia per questi giovani. Un modo per sfogare la rabbia repressa che accumulano passando le giornate davanti allo schermo di un computer o di uno smartphone che altrimenti può sfociare in depressione o viene psicosomatizzata in vere e proprie patologie».

Insomma, niente come l’ambiente naturale, con la sua innata variabilità e con la sua ricchezza di stimoli è capace di restituire a quegli adolescenti che hanno trasferito on line la loro vita sociale la sensorialità corporea che una (esagerata) vita virtuale può togliere.