Vendola, Taranto, l’Italia da bonificare e l’Europa

[30 gennaio 2014]

In merito all’articolo di Umberto Mazzantini non intendo replicare con un lungo articolo ma con poche parole sperando siano chiare.

Io non ho alcun conto in sospeso con Vendola sulla vicenda Ilva, piuttosto è Vendola che deve chiarire il suo operato con la città e i cittadini di Taranto per quello che non ha fatto a partire dalle indagini epidemiologiche mai realizzate . Quello che doveva fare la regione e non solo lo ha fatto la magistratura.  La vicenda Taranto e il disastro sanitario e ambientale che continua a vivere è frutto anche di un’ambiguità di una certa sinistra che ha raccontato una storia diversa dalla realtà . E la realtà e la verità stanno venendo fuori grazie all’inchiesta della procura della repubblica .

I progetti politici non si costruiscono a tavolino o in un salotto ma partendo dalla realtà e dei problemi e anche di vicende come quelle di Taranto. In Italia ci sono 6 milioni di cittadini che vivono in aree molto inquinate come Priolo, Gela, Brindisi, Crotone, Porto Torres, Brescia e tante altre. Penso che il tema della conversione ecologica di modelli produttivi inquinanti deve essere affrontato partendo da esempi positivi come Pittsburgh o Bilbao e applicarli in una città come Taranto e non solo per garantire lavoro e fermare una produzione che è diventata incompatibile con la vita.

Ska Keller e Jose Bove dopo le primarie dei verdi europei di oggi sono i candidati alla presidenza della commissione europea e in Italia i Verdi dovranno essere responsabili e aperti a costruire alleanze in Italia per le prossime elezioni europee intorno alla proposta ecologista ma aprendosi ad altre realtà’ sociali e politiche affrontando i temi della democrazia,ecologia, legalità ,diritti e lavoro…

Angelo Bonelli, Coportavoce Verdi Italia