Se ne parlerà nel corso del forum WiGreen, in programma il 13 e il 14 febbraio a Milano

WiGreen, per un new deal delle opportunità sostenibili

[30 gennaio 2014]

Per green economy si intende un sistema economico «che produce miglioramenti del benessere umano e dell’equità sociale, riducendo nel contempo i rischi ambientali ed ecologici». Tre i presupposti fissati nell’UNEP, il programma ambientale delle nazioni unite: ridurre al minimo le emissioni di anidride carbonica, garantire una maggiore efficienza delle risorse, favorire l’inclusione sociale. La green economy, oggi, oltre che una concreta proposta politica, appare anche come un movimento culturale pronto a fornire risposte adeguate alle sfide del terzo millennio. Ovvero: rilancio degli investimenti e dell’occupazione in parallelo alla conservazione e al ripristino degli ecosistemi.

LA NUOVA ERA A WIGREEN – Nel corso della seconda edizione di WiGreen – Forum sulla Sostenibilità Ambientale, di cui greenreport.it è media partner, in programma il 13 e il 14 febbraio 2014 presso il Centro Congressi Fondazione Stelline a Milano, si partirà dal tema dello spreco alimentare per arrivare alle conseguenze economiche che tale comportamento genera, con ripercussioni per l’intero pianeta. La sostenibilità è un criterio che oggi deve necessariamente viaggiare a braccetto con l’economia. Gli investimenti richiedono sempre un certo ritorno, ma trascurare l’impatto ambientale, ovvero i potenziali danni prodotti all’ecosistema dall’intero ciclo di trasformazione delle materie prime, non è più possibile.

«Occorre un cambiamento culturale: la green economy rappresenta un nuovo paradigma di sviluppo economico che può assicurare occupazione, investimenti e ritorni a medio e lungo termine», spiega Alessandra Bailo Modesti, project manager degli Stati Generali della green economy, Fondazione Sviluppo Sostenibile, e relatrice sul tema nel corso di WiGreen. L’idea di Global Green New Deal è stata lanciata dall’UNEP nel 2009, anno successivo all’esplosione della crisi economica. La nascita di questo modello di sviluppo non è stata casuale. Il rischio che la contingenza economica potesse far abbassare la guardia riposta a tutela del capitale naturale ha spinto economisti, ambientalisti ed esponenti della comunità scientifica a proporre delle misure che puntassero a promuovere una green economy come chiave di un Green New Deal. «Da una parte vogliamo richiamare l’attenzione sui rischi che comporterebbe una ripresa economica basata su una bassa efficienza energetica, su fonti energetiche fossili, su un elevato utilizzo di materiali e di risorse naturali, nonché sul disinteresse per l’aggravarsi della crisi climatica. Dall’altra, invece, illustriamo le opportunità offerte da un Green New Deal».

UN NUOVO PACCHETTO DI MISURE – Oltre a contenere le emissioni di anidride carbonica e favorire un impiego più razionale delle risorse, la green economy non può prescindere da una serie di investimenti sostenibili con impatti a breve o brevissimo termine. Per questo motivo il Consiglio Nazionale della Green Economy ha varato un pacchetto di misure create ad hoc per l’Italia. Tra le proposte l’attuazione di una riforma fiscale ecologica che sposti il carico dei tributi a favore dello sviluppo degli investimenti e dell’occupazione green; il varo di un programma nazionale di misure per l’efficienza e il risparmio energetico; l’attuazione di misure tese a sviluppare le attività di riciclo dei rifiuti; una campagna di promozione per gli investimenti mirati allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili; l’attuazione di programmi di rigenerazione urbana che passino dal recupero di edifici esistenti e un ridotto consumo di suolo non urbanizzato; l’investimento nella mobilità sostenibile urbana. Tutte condizioni che fanno da prologo all’ultimo degli interventi che saranno presentati nel corso di WiGreen: l’attivazione di un piano nazionale per l’occupazione giovanile per una green economy. Bailo Modesti: «Si tratta di un cambiamento culturale che va necessariamente intrapreso. Per affrontare la crisi italiana servono misure innovative in grado di ridurre i costi ambientali e economici, di produrre benessere e generare una ripresa degli investimenti e dell’occupazione. Una parte del sistema economico è già pronto a compiere questa svolta e la green economy è nella posizione privilegiata di avere proposte e strumenti concreti per superare le molteplici crisi in corso e promuovere un benessere durevole».

L’EVENTO – Nel corso di WiGreen – sostenuto dai media partner Wise Society e Green Report – saranno distribuiti tre riconoscimenti: il Premio Innovazione +Sostenibile, destinato al prodotto che sarà eletto tale dal pubblico attraverso la votazione già partita sul sito ufficiale dell’evento; il Premio Practice +Sostenibile, da assegnare all’azienda che interverrà nel corso del convegno e il cui impegno sarà riconosciuto attraverso la votazione del pubblico presente all’evento; il Premio Informazione +Sostenibile, un riconoscimento al miglior servizio giornalistico relativo alla tematica della sostenibilità ambientale, valutato dal comitato di programma dell’evento.

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