Riceviamo e pubblichiamo

Xylella, «sconcerto» nella comunità scientifica per il sequestro preventivo degli olivi

[28 dicembre 2015]

Una croce di colore rosso tracciata su alcuni ulivi infettati dalla 'Xylella fastidiosa', il batterio che sta decimando gli ulivi del Salento, Brindisi, 24 marzo 2015. ANSA/ MAX FRIGIONE

La Società italiana di patologia vegetale e la Società entomologica italiana hanno appreso con sconcerto, dai mezzi di comunicazione, del Decreto di sequestro preventivo delle piante di olivo destinate all’estirpazione nel quadro degli interventi di contenimento del patogeno da quarantena Xylella fastidiosa.

Le due Società non sono a conoscenza di nuove evidenze sperimentali, validate dalla comunità scientifica, tali da modificare le linee guida già espresse nel documento rilasciato al termine del convegno nazionale, organizzato dalle medesime Società “Xylella fastidiosa – una nuova sfida per l’agricoltura italiana”, tenutosi a Roma il 3 luglio 2015, che sono, di conseguenza, confermate e che sono consultabili al seguente link: http://sipav.org/main/index.php/comunicati.

Le motivazioni degli interventi di contenimento originano dal solo riscontro della presenza di un organismo da quarantena qual è X. fastidiosa, e non dal nesso di causalità tra X. fastidiosa e la sindrome di disseccamento rapido dell’olivo.

Le solide basi di conoscenza fornite dalla ricerca internazionale, recepite dall’Unione europea e dalle organizzazioni fitoiatriche nazionali ed internazionali, consentono di concludere che la diffusione di X. fastidiosa sul territorio nazionale ed europeo aprirebbe prospettive drammatiche per l’agricoltura. La misura del suo potenziale impatto economico può essere stimata dal confronto con episodi precedenti, quale la diffusione in Brasile di questo patogeno, dove è ritenuto responsabile di danni per circa 100 milioni di euro l’anno.

Le due società scientifiche concordano, infine, sulla necessità di intensificare le attività di ricerca che, sole, potranno fornire valide basi a supporto di interventi tecnici e normativi che rispondano alle legittime aspettative di coloro che si sentono minacciati da questo grave problema, che potrebbe avere ripercussioni epocali non solo sul comparto olivicolo, ma anche su altri comparti di primaria importanza economica e sociale.

di Giovanni Vannacci* e Francesco Pennacchio**

* presidente Sipav, professore ordinario al dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’università di Pisa

** presidente Sei