Zanzare, in Italia presenti oltre 70 specie. Conoscerle è utile per difendersi

Tra i repellenti naturali spiccano crisantemi, citronella, gerani, calendule, lavanda e basilico

[18 luglio 2016]

zanzare

In Italia sono state identificate circa 70 specie diverse di zanzare, tutte con caratteristiche e abitudini diverse a partire dalla vita media dell’insetto: i maschi adulti vivono dai 10 ai 15 giorni, mentre le femmine da 1 mese a 4-5 mesi, riproducendosi più volte. Per scegliere la strategia più corretta da adottare contro le zanzare è necessario dunque capire con chi abbiamo a che fare e comportarsi di conseguenza: una panoramica dettagliata sul tema è stata offerta durante l’incontro “Zanzare… che problema?!”, organizzato presso l’Orto Botanico di Brera dal magazine Puliti&Felici e promosso da Federchimica – Assocasa.

Nonostante le specie presenti sul nostro territorio siano decine, le principali e più fastidiose zanzare italiane – è stato ricordato durante l’incontro – sono 4:

Zanzara Comune (Culex pipiens): di colore marrone chiaro, punge di sera e mattino presto ed è conosciuta per il fastidiosissimo ronzio che sa produrre. E’ particolarmente diffusa nelle aree urbane, in quanto si riproduce in piccoli ristagni d’acqua e si sposta poco. E’ la zanzara con cui da sempre abbiamo convissuto.

Zanzara Anofele (Anopheles claviger): un po’ più grossa delle specie cittadine, provoca una puntura particolarmente fastidiosa e trova, come habitat naturale per il suo sviluppo, l’ambiente rurale, caratterizzato da stagni e paludi.

Zanzara di risaia (Ochlerotatus caspius): marrone e lievemente striata, può volare diversi chilometri, si sposta in sciami ed è in grado di infestare ampie aree nelle ore serali per poi sparire prima che giunga la notte.

Zanzara Tigre (Aedes albopictus): nera a strisce bianche, a differenza delle altre specie, è attiva durante il giorno e non solamente dall’alba al tramonto. Punge molto più rapidamente e riesce a fuggire velocemente, rendendosi difficile da uccidere.

Come noto, in generale l’ambiente ideale per le zanzare nello stadio giovanile è costituito dall’acqua stagnante, dolce o salmastra, indipendentemente dalla sua estensione e profondità: dai fitotemi (microsistemi acquatici) ai piccoli ristagni come tombini o sottovasi, alle pozzanghere, alle coltivazioni a tecnica di sommersione (risaie) fino alle grandi aree che caratterizzano le zone umide e costiere. Le femmine depongono le uova nell’acqua o sulla sua superficie e sempre nell’acqua si svolge tutto lo sviluppo fino allo stadio di larva e poi di pupa, con una durata che può variare da 4 giorni a 1 mese in base alla temperatura.

La loro dieta consiste in liquidi zuccherini, dai quali traggono l’energia di cui hanno bisogno, mentre il sangue è necessario alle femmine per fornire l’adeguato apporto proteico per la maturazione delle uova. Vittime di questo bisogno siamo noi esseri umani, ma non solo: anche altri mammiferi, e poi uccelli, rettili e anfibi.

Come ci possiamo difendere? Dalla conoscenza della natura e delle abitudini delle zanzare che ci molestano derivano le strategie da adottare per evitarne il fastidio. Mentre per le zanzare che sopraggiungono a sciami c’è poco da fare per i privati per combatterle allo stato larvale, negli altri casi l’eliminazione dei focolai di proliferazione è il primo passo da compiere: nelle aree urbane, e quindi nelle nostre abitazioni, possiamo modificare l’habitat in modo da non renderlo ospitale alla deposizione delle uova, svuotando i sottovasi o riempiendoli di sabbia, eliminando ristagni d’acqua e tutte quegli oggetti che possono favorire la formazione di microambienti acquatici.

Un ulteriore passo che si può compiere, ove non sia possibile eliminare il ristagno, è quello di effettuare un intervento mirato sulle larve: in commercio esistono numerosi prodotti, tra cui delle pastiglie effervescenti di antilarvale, che possono combatterle quando sono a questo stadio di sviluppo. Contro gli esemplari adulti i sistemi sono invece, essenzialmente:  utilizzo di strumenti di tipo fisico-meccanico come zanzariere, emanatori di ultrasuoni o ventilatori, trappole per zanzare, oppure l’uso di indumenti chiari che vadano a interferire con la loro percezione dei colori; l’utilizzo di repellenti, cioè di quelle sostanze che infastidiscano a livello olfattivo la zanzara, provocandone l’allontanamento. Ce ne sono di tantissimi tipi, tipiche le creme e gli spray chimici a base di Deet (N.N-dietil-m-toluamide) o di Icaridina (Picaridin); l’utilizzo di trattamenti chimici adulticidi come piastrine e liquidi insetticidi da inserire negli emanatori elettrici, zampironi o soluzioni nebulizzate nell’aria che uccidono le zanzare durante il volo o quando si posano sulle superfici. Questi ultimi prodotti, come i repellenti menzionati sopra, devono rispondere a precisi requisiti in termini di efficacia e sicurezza d’uso.

E per quanto riguarda approcci più naturali? È opinione diffusa che alcune piante e fiori emanino profumi particolarmente fastidiosi per gli insetti e abbiano quindi la capacità di tenerli alla larga. Ciò è sicuramente vero per alcune specie di crisantemi che contengono piretro e derivati, alla base di molti insetticidi. Tra le piante menzionate per le loro proprietà contro gli insetti possiamo citare la citronella, i gerani, le calendule, la lavanda e il basilico. È dunque consigliabile acquistare alcune di queste piante e di posizionarle vicino alle finestre o davanti all’ingresso di casa o di utilizzarne gli olii essenziali: in quest’ultimo caso è necessario ricordare che, anche se naturali, sempre di sostanze chimiche si tratta e che i prodotti insetticidi ed insettifughi in commercio vengono sempre valutati dal Ministero della Salute per garantirne l’efficacia e la non pericolosità.