«Governo e senatori non restino sul vago in merito a funzioni fondamentali»

Con il ddl Svuota-province polizia ambientale a rischio

Associazioni ambientaliste in allarme per la vaghezza del testo ora in esame al Senato

[4 marzo 2014]

Oggi in Parlamento la protagonista indiscussa è legge elettorale al di là da venire: «Una vera rivoluzione», la definisce con ottimismo il premier Renzi, parlando dell’Italicum. Ma in questa settimana nelle stesse aule si gioca un’altra partita decisiva, quella del disegno di legge del governo S.1212, meglio noto come Svuota-province.

La commissione Affari costituzionali del Senato si appresta già oggi e domani ad esaminare gli emendamenti in materia di province e città metropolitane, ma la tensione tra gli ambientalisti è già alta, a nuova testimonianza di come la riflessione politica si sia finora concentrata prevalentemente sui potenziali risparmi previsti con l’operazione Svuota-province, piuttosto che alla riallocazione delle competenze in gioco. In particolare, per le associazioni Wwf, Lipu., Ente naz. Protezione animali, Lav e Lac, un punto critico del testo è la vaghezza dell’art. 17 (funzioni fondamentali delle province), in quanto «non sono presenti indicazioni chiare, rispetto all’attuale testo unico degli enti locali del 2000». Le associazioni ambientaliste puntano l’indice sui seguenti punti:

– svolgimento dell’attività di polizia provinciale in materia di tutela dell’ambiente, dei beni naturali e di vigilanza ittico venatoria

– tutela dell’ambiente e gestione dell’attività autorizzativa in materia di emissioni in atmosfera, uso e derivazioni delle acque, difesa del suolo,  ciclo dei rifiuti

– coordinamento della vigilanza faunistico-ambientale svolta dalle associazioni di volontariato, e rilascio dei relativi decreti per le guardie volontarie

Il relatore Luciano Pizzetti (PD) – precisano le associazioni – ha presentato, in accordo con il Governo, un emendamento per reintrodurre tra le funzioni fondamentali delle province anche la “tutela dell’ambiente”, funzione che era sparita dal testo licenziato in prima lettura dalla Camera lo scorso 21 dicembre 2013. Purtroppo la vaghezza della formulazione non fornisce ancora indicazioni precise, ad esempio, sul futuro dei corpi e servizi di polizia provinciale (attualmente circa 2.600 tra ufficiali ed agenti) che si occupano di polizia e gestione faunistica e di polizia ambientale.

E’ opinione delle associazioni di protezione ambientale che «il Senato dovrebbe innanzitutto scongiurare ogni possibile polverizzazione di questi compiti a livello comunale, livello amministrativo e comprensoriale inaccettabile per gestire compiti ed indagini di polizia ambientale».

In secondo luogo il testo del d.d.l. 1212, secondo gli ambientalisti, dovrebbe essere emendato esplicitando in modo chiaro:

– o l’inclusione dell’attività di polizia ambientale provinciale, oggi  svolta dalle province,  tra le funzioni fondamentali di questi enti, anche in caso di riforma

– o la fusione polizie provinciali e Corpo Forestale, come da ordine del giorno approvato dal governo alla Camera il 21 dicembre 2013

L’invito delle associazioni al governo e ai senatori è quello di «non demandare a futuri atti il destino di una attività delicatissima e fondamentale, quale quella di polizia provinciale e tutela dell’ambiente, in una fase in cui il personale specializzato per il rispetto di un’ampia normativa già si sta assottigliando per effetto di vari anni di blocco del turn over negli enti locali».