Ha “vinto” Costa Crociere

La Concordia sarà demolita a Genova. Salta l’ipotesi Piombino, ma anche quella turca

Legambiente: «Bene demolizione in Italia, ma attenti alle sostanze inquinanti»

[30 maggio 2014]

La decisione sembra presa: la Costa Concordia verrà demolita a Genova e non a Piombino, e  le operazioni di rimozione dall’Isola del Giglio inizieranno il 20 luglio. Tramonta però, come aveva più volte anticipato greenreport.it, l’ipotesi Vanguard, la nave semisommergibile sudcoreana che avrebbe dovuto trasportare la Concordia. Il relitto verrà trainato a Genova dalla Titan Micoperi e la Costa sta lavorando all’affidamento della demolizione a San Giorgio, Mariotti e Saipem. Il 16 giugno una Conferenza dei servizi dovrebbe dare l’annuncio ufficiale della scelta di Genova.

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha detto: «Ho sempre lavorato in questa direzione, perché credo che la Concordia, da tragedia nazionale, debba diventare una possibilità di riscatto per il nostro Paese. Francamente che venga smaltita in Italia è un atto dovuto. Ora si tratta di verificare la sostenibilità ambientale del progetto presentato da Carnival su Genova».

Ha quindi “vinto” Costa Crociere ma il governo può incassare il fatto che la nave verrà demolita in Italia e non in Turchia, dove la Costa avrebbe risparmiato parecchio. E’ chiaro che si è aspettato il risultato elettorale per dare l’annuncio e mentre Piombino probabilmente piange, Genova esulta per il lavoro che porterà lo smantellamento della nave.

Legambiente, forse l’associazione che si è occupata di più della vicenda, commenta: «Finalmente una gran bella notizia per la Concordia, che verrà rimossa dall’isola del Giglio per essere portata nel porto di Genova».

Sebastiano Venneri, responsabile mare del Cigno Verde, sottolinea: «Siamo ben contenti che si sia scelta l’opzione italiana, che di certo contribuirà anche a favorire lo sviluppo di una nuova filiera economica ed occupazionale nel nostro Paese e a cancellare la vergogna delle rottamazioni a buon mercato in paesi meno attenti alla sicurezza degli addetti e alla sostenibilità delle operazioni di gestione dei relitti Non dimentichiamo però che nei serbatoi della nave da crociera si trova ancora una grande quantità di idrocarburi e altre sostanze inquinanti che minacciano l’ecosistema marino. Legambiente vigilerà e seguirà con i propri mezzi le fasi di trasporto del relitto per verificare che le operazioni avvengano in modo sicuro ed efficace e non si verifichino rilasci di sostanze inquinanti durante il trasporto. Ma la vicenda della Concordia non si chiude con la rimozione e lo smantellamento del relitto, manca ancora il ripristino dello stato dei luoghi, la bonifica delle opere, la rimozione del cantiere e soprattutto il risarcimento del danno ambientale».

Secondo il presidente della Commissione ambiente della Camera, Ermete Realacci, è «Positiva la conferma che arriva da fonte governativa sulla notizia che la Costa Concordia verrà smaltita in un porto italiano, come più volte chiesto dalla Commissione Ambiente della Camera anche in occasione dell’ultima audizione del prefetto Gabrielli. Garantendo la massima sicurezza per l’ambiente, questa è un’occasione da non perdere sia per creare economia ed occupazione che per avviare una filiera pulita e sicura per lo smantellamento e il recupero delle grandi navi. Rappresenta, inoltre, un’opportunità per portare l’Italia all’avanguardia in Europa su una questione che sarà presto resa necessaria anche dalle normative europee sull’eco-smantellamento di imbarcazioni di grossa stazza».