Il Consorzio del Prosecco vieta il glifosato: « Avanti tutta verso la sostenibilità»

Al bando anche Folpet e Mancozeb. «Delicato ma ormai irreversibile passaggio»

[6 aprile 2017]

L’Assemblea del Consorzio di tutela della Doc Prosecco, ha confermato l’impegno che aveva preso il suo presidente Stefano Zanette di mettere al bando Glifosate, Folpet e Mancozeb, per la vendemmia 2018, togliendo gli stessi principi, già da quest’anno, dal Vademecum viticolo 2017, le linee guida alle quali i produttori di Prosecco DOC posso aderire volontariamente, suggerisce che il Consorzio Prosecco Doc presenterà, fresco di stampa, al prossimo Vinitaly Un provvedimento senza precedenti che «diventerà cogente, quindi obbligatorio, per tutti i produttori che vogliano vedersi garantita la possibilità di produrre Prosecco Doc».

Zanette è molto soddisfatto: «Abbiamo piantato il primo chiodo e da qui non si torna indietro, ma la vetta è ambiziosa,  il percorso verso la sostenibilità totale è lungo, dobbiamo pianificare bene le mosse successive».

Al Consorzio spiegano che «Già dall’anno in corso, il mondo della produzione è invitato ad attenersi a queste norme, come Questo primo passo concreto verso la certificazione di sistema, annunciato solo un mese fa nel corso di una conferenza stampa che ha fatto molto discutere, è la conferma della grande determinazione con la quale il Consorzio sta  procedendo verso la sostenibilità più spinta che includa cioè non solo pratiche agricole rispettose di acqua, aria e  suolo, ma anche la sostenibilità economica e sociale».

Zanette aggiunge: «L’anno che abbiamo davanti è il tempo necessario a consentirci di adottare, con ampio coinvolgimento della filiera, le soluzioni più idonee al raggiungimento di un obiettivo ancor più ambizioso: una certificazione di sostenibilità per l’intera Denominazione. Come ho avuto modo di spiegare ai nostri soci, questa è una scelta che potremmo definire di “responsabilità sociale”, che non ha nulla a che vedere con le valutazioni scientifiche, di competenza d’altri enti. La scienza c’è invece stata di conforto nell’assicurare che, anche senza queste sostanze, è possibile fare una viticoltura di qualità!»

Il presidente del Consorzio di tutela della Doc Prosecco, non si nasconde le difficoltà per qualcuno di abbandonare abitudini consolidate, ma aggiunge: «Sono convinto che al di là dei timori espressi da alcuni Soci, saremo in grado, ancora una volta, di dimostrare la maturità e la dinamicità della nostra Denominazione che così comprova di non guardare solo al profitto ma di essere in grado di interpretare in modo responsabile le attese dei consumatori e delle comunità residenti nei nostri territori. Mi appello ora al senso di responsabilità di ciascuno  – ha concluso Zanette – per portare avanti con successo il salto culturale che abbiamo deciso di compiere. E’ un passaggio difficile che io per primo ho voluto sperimentare nella mia azienda in modo da sapere con chiarezza ciò che vi avrei chiesto di fare. Il Consorzio assicura tutto il supporto necessario affinché le aziende produttrici possano affrontare al meglio questo delicato ma ormai irreversibile passaggio».