Le vendite delle due ruote sorpassano le auto

A Firenze è ciclo rivoluzione: la bici va forte, non solo ai mondiali

[23 settembre 2013]

Mentre Firenze accoglie i mondiali di ciclismo, in città è bici-boom. Nel capoluogo toscano nel 2013 sono già state vendute 7.852 bici contro 6.514 auto immatricolate, in provincia 40.226 biciclette a fronte di 33.364 auto. Secondo il sottosegretari ale infrastrutture e trasporti Erasmo D’Angelis, che ha la delega del governo e del Ministro Lupi per la sicurezza stradale e la riforma del Codice della Strada, «E’ il momento di voltare pagina, i dati ci spingono verso città più sicure e a misura di ciclista, anche con la riforma del Codice della strada. Firenze ha investito sul trend positivo della ciclabilità e i risultati si vedono».

Lo storico sorpasso delle due ruote sull’auto a Firenze e provincia conferma il dato nazionale che, per la prima volta dopo 48 anni, vede in Italia 1.748.000 bici vendute rispetto a 1.450.000 automobili. Secondo D’Angelis «L’Italia della mobilità è cambiata e riscopre la bicicletta, sempre più mezzo di trasporto urbano quotidiano e non solo veicolo di sport e svago. E Firenze non fa eccezione e non a caso si trova in cima alle classifiche nazionali per la ciclabilità (con Bologna, Padova, Torino, Venezia-Mestre e Verona è tra le aree urbane che hanno investito di più e creato le precondizioni perché sempre più persone potessero lasciare a casa l’auto e inforcare le due ruote). Firenze è oggi tra le realtà più virtuose a livello italiano, ha importanti margini di ulteriore miglioramento, una crescita della ciclabilità che può portare la città del Giglio a livelli europei arrivando al 15%. Firenze è tra le prime città in Italia ad aver puntato sull’anello di piste ciclabili sui viali di circonvallazione e negli ultimi anni ha aumentato considerevolmente gli spazi dedicati alla bicicletta». I due principali elementi che fanno di Firenze una città virtuosa per i ciclisti sono per il sottosegretario «Le  grandi aree pedonali, la sicurezza stradale per chi va in bici, e, come raro caso di intermodalità italiana, l’aver ammesso il trasporto di bici sulla tramvia. E’ molto interessante, a conferma del trend nazionale, vedere come i fiorentini utilizzino la bici soprattutto come mezzo di trasporto quotidiano, più che per sport o svago, e c’è un’incidenza forte verso il centro storico in particolare, oltre ad un forte pendolarismo treno+bici dalla vasta area metropolitana per percorrere l’“ultimo miglio”».

Una “ciclorivoluzione” che ha tra le sue ragioni anche la crisi ma che potrebbe essere anche più consistente: come ricorda D’Angelis, «i ciclisti ritengono indispensabile la sicurezza, soprattutto in città, per un uso ancora più massiccio della bicicletta:  il 43% vuole più itinerari protetti e il 42% sollecita comunque una riduzione del traffico veicolare e una viabilità meno pericolosa».

Questi dati sono stati presentati oggi dal sottosegretario alle infrastrutture e che ha inaugurato, insieme al  sindaco Matteo Renzi, l’esposizione, dedicata ai Mondiali di ciclismo dal ministero e dal Comune di Firenze, allestita presso l’ex Palazzo di Giustizia in Piazza San Firenze.

D’Angelis  ha sottolineato che «Dopo decenni in cui Governi e Ministri competenti hanno guardato allo sviluppo delle città sotto gli effetti del predominio culturale dell’automobile dedicandogli attenzioni,  risorse e infrastrutture viarie, è giunto il momento di cambiare pagina. C’è un bel videomessaggio che ci fanno arrivare gli italiani che non ne possono più di città inquinate e servizi pubblici inadeguati, e riguarda la ciclorivoluzione e il boom delle biciclette sempre più mezzo di trasporto urbano quotidiano. I dati, nazionali e fiorentino, sono clamorosi e vanno sostenuti con nuove politiche dedicate agli utenti vulnerabili della strada. I Mondiali di Ciclismo sono una straordinaria occasione non solo di sport, ma anche per dedicare maggiore attenzione alla sicurezza delle sempre più persone che scelgono la bici e lasciano a casa l’auto. Dobbiamo dare risposte a questa forte domanda di nuova mobilità con la riforma del Codice della Strada, che il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, insieme al Parlamento, affronterà nelle prossime settimane con particolare attenzione a ciclisti e pedoni. La strada del Governo è quella di favorire la realizzazione di corsie ciclabili, inasprire le sanzioni per chi guida sotto effetto di alcool o droghe, senza dimenticare che diritti e doveri valgono per tutti e anche i ciclisti devono essere più responsabili e condividere le misure di prevenzione e sicurezza adottando dispositivi e sistemi di segnalazione».

Nello spazio “2 ruote per la città del futuro”, dedicato alla sicurezza stradale e alla mobilità sostenibile ha preso il via anche la campagna di comunicazione “Sulla buona strada” per la sicurezza stradale con, numerosi video e spot dedicati all’utenza debole e “pillole di sicurezza” su alcool e droga, limiti di velocità, cambio di corsia, cinture di sicurezza. Per le scuole ci saranno numerose iniziative dedicate con lezioni di educazione stradale e progetti specifici come “La buona strada della sicurezza”, concorso con  creazione di storie e disegni sul tema della bicicletta in città e con premiazione finale. Allo stand, che sarà aperto per l’intero Mondiale di Ciclismo fino a domenica 29 (orario continuato 9-19), saranno distribuiti anche dei gadgets dimostrativi come l’etilotest, giubbotti riflettenti per ogni età e marsupi per ciclisti.