Agricoltura, revisione dei limiti massimi di residui degli antiparassitari

[24 settembre 2014]

In agricoltura sono disponibili diversi metodi antiparassitari per proteggere i vegetali e i prodotti vegetali dagli effetti nocivi causati da determinati organismi. Uno dei metodi più comuni di protezione è l’impiego di prodotti fitosanitari, nonostante che tale impiego comporti la presenza di residui nei prodotti trattati, negli animali nutriti con tali prodotti e nel miele prodotto da api esposte a tali sostanze.

La salute pubblica, però, è prioritaria rispetto agli interessi di protezione dei vegetali e i residui non devono essere presenti a livelli tali da comportare rischi inaccettabili per l’uomo e per gli animali. Per questo i livelli massimi di residui (Lmr) di antiparassitari vengono regolarmente sorvegliati e vengono modificati per tener conto di nuovi dati o informazioni.

L’Ue ha ora modificato questi i livelli massimi di residui (Lmr) di fosetil in o su determinati prodotti emanando un nuovo regolamento (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea di ier) che, nello specifico modifica alcuni allegati contenuti nel regolamento del 2005, numero 396 concernente i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi di origine vegetale e animale.

Per evitare distorsioni significative del mercato in relazione agli scambi dei prodotti in questione, e poiché gli attuali dati scientifici non hanno individuato alcun rischio per i consumatori, l’Ue fissa Lmr provvisori per il fosetil in base ai dati del monitoraggio disponibili e alla dichiarazione dell’Autorità. Lmr che dovranno essere applicati finché non entreranno in vigore le misure volte a prevenire la presenza di residui di fosfonato nelle colture nelle future stagioni vegetative.

La Commissione è stata informata dagli Stati membri e dagli operatori del settore della presenza di fosfonati in o su determinati prodotti, che ha comportato una concentrazione di residui più elevata rispetto all’Lmr di 2 mg/kg fissati corrispondente al limite di determinazione. Quindi, ha raccolto i dati del monitoraggio prodotti dagli operatori del settore alimentare.

Tali dati hanno dimostrato che i fosfonati sono presenti a livelli variabili in funzione dell’origine e del prodotto, ma superano di frequente l’Lmr fissato al limite di determinazione di 2 mg/kg. Un’ulteriore analisi dei dati ha indicato che la grande maggioranza dei campioni non conformi contiene residui di acido fosforoso e dei suoi sali superiore al limite di determinazione, mentre i residui di fosetil e dei suoi sali rimangono inferiori a tale limite.

I fosfonati ossia i sali dell’acido fosforoso –  nonostante non siano stati inclusi nell’apposito elenco del regolamento sui concimi – potrebbero essere presenti nei concimi autorizzati a livello nazionale, nello specifico in alcuni concimi applicati alle foglie delle piante (concimi fogliari). Dunque, considerata l’assenza di pertinenti autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti fosetil sia nell’Unione sia nei paesi terzi, che sono esportatori di rilievo dei prodotti alimentari in questione nell’Unione, considerata la penuria di residui rilevabili di fosetil e dei suoi sali, e dato l’impiego di fosfonati quali ingredienti nei concimi fogliari, l’Ue ritenere che i residui siano conseguenti all’applicazione di concimi fogliari contenenti fosfonati.

Di conseguenza, la Commissione ha chiesto all’Autorità europea per la sicurezza alimentare di formulare un parere sui rischi per la sanità pubblica connessi ai residui di fosfonati in o su determinati prodotti. L’Autorità ha emesso, vista l’urgenza della questione, una dichiarazione nella quale ha concluso che la proposta di Lmr provvisori dovrebbe essere tale da tutelare sufficientemente i consumatori. La valutazione dell’esposizione in vita ai residui di fosfonati tramite il consumo di tutti i prodotti alimentari eventualmente contenenti tali sostanze ha mostrato che non esiste alcun rischio di superamento della dose giornaliera ammissibile (Dga). L’Autorità non ha effettuato una valutazione dell’esposizione acuta dei consumatori a causa della bassa tossicità acuta del fosfonato. L’Autorità ha sottolineato che la sua dichiarazione è caratterizzata da incertezza e ha proposto di modificare la definizione del residuo.