Aiuti di Stato: la Commissione Ue (ri)boccia l’Italia sul latte

[17 luglio 2013]

La Commissione europea ha adottato oggi una decisione che dichiara «incompatibile con il mercato interno l’aiuto sotto forma di pagamento differito concesso dall’Italia ai suoi produttori di latte, debitori dello Stato italiano per l’importo del prelievo sul latte che l’Italia ha versato a loro nome al bilancio dell’Unione nell’ambito di un aiuto approvato da una decisione del Consiglio (decisione 2003/530/CE)».

Secondo Bruxelles, «la decisione 2003/530/CE ha autorizzato l’Italia a sostituirsi ai suoi produttori per versare al bilancio dell’Unione l’importo dovuto a titolo del prelievo sul latte per il periodo dal 1995-1996 al 2001-2002 e a recuperare tale somma dai produttori in quattordici rate annuali di pari importo senza interessi».

È l’ultima tappa dell’annosa vicenda delle quote latte che la Lega Nord aveva trasformato in un bacino di protesta e voti. Nel 2011 l’Italia aveva approvato una legge che concede ai produttori di latte una proroga semestrale per il versamento di una delle rate, ma la Commissione europea ora dice che «i produttori che si sono avvalsi di questa proroga hanno beneficiato di un aiuto equivalente a un prestito senza interessi che nessuna norma in materia di concorrenza permette di giustificare. Per di più la proroga di pagamento, oltre a comportare una violazione della decisione del Consiglio, poiché non è più rispettata l’uniformità delle rate, istituisce, per i beneficiari, un sistema di rateizzazione dei pagamenti che non è più disciplinato dalla decisione del Consiglio e che non è peraltro giustificabile da alcuna norma in materia di concorrenza».

Quindi la conclusione è che «l’Italia dovrà recuperare gli aiuti incompatibili maggiorati degli interessi dovuti. Nella fase di recupero, tuttavia, gli aiuti conformi alle disposizioni del regolamento agricolo de minimis non saranno considerati come aiuti di Stato e non saranno pertanto recuperati».