Bonus ed ecobonus, tutto quello che c’è da sapere per il 2014

[9 aprile 2014]

Gli ecobonus e i bonus legati alle ristrutturazioni, alle aliquote più elevate (ovvero 50% o 65%), sono stati prorogati fino alla fine del 2014. Rispetto a quanto deciso inizialmente dalla normativa non ci sono grandi cambiamenti, in quanto devono essere rispettati gli stessi paletti fissati per l’anno appena trascorso. Le opere di ristrutturazione e di “manutenzione straordinaria” permettono di usufruire di uno “sconto” del 50% sulle spese complessivamente sostenute e fatturate (per le quali sono stati fatti i pagamenti tramite bonifico specifico), mentre per le opere di riqualificazione energetica l’aliquota di recupero delle spese sale al 65%. Confermati anche gli sconti del 50% sul costo di mobili (se dovuti a opere di ristrutturazione che danno diritto allo sconto) e di elettrodomestici di classe A o superiore.

Come funzionano i bonus e gli ecobonus per il 2014?

Anche sotto questo punto di vista non cambia praticamente nulla, dal momento che il risparmio, ovvero i bonus di cui si fa carico lo Stato, vengono recuperati attraverso la dichiarazione dei redditi e nel periodo di 10 anni. In poche parole, per semplicità, le spese che danno diritto alla detrazione, vanno moltiplicate per la percentuale di sconto (50% o 65%), e poi divise per 10. Quindi ogni dichiarazione di redditi, da quella successiva all’anno in cui sono state sostenute le spese, permetterà di scontare un decimo della spesa. Per i mobili rimane anche il doppio vincolo: la spesa detraibile non può superare quella sostenuta per la ristrutturazione, e comunque non può superare i 10 mila euro.

Come aumentare il risparmio?

La notizia più positiva riguarda la possibilità di far coesistere i benefici fiscali legati alla detrazione degli interessi passivi per i mutui di ristrutturazione, con gli sconti del 50% o del 65%. Le uniche condizioni sono dovute al momento in cui le spese sono state effettivamente sostenute per i secondi, e l’anno di riferimento per quanto riguarda gli interessi passivi effettivamente maturati per i primi. Dato il livello dei tassi (anche i mutui a tasso fisso sono abbastanza bassi, e comunque molto più contenuti dei finanziamenti) di questo periodo, valutare una ristrutturazione che punti a migliorare l’efficienza energetica della propria casa (con una rivalutazione sul mercato grazie a una certificazione energetica più favorevole), attraverso l’accensione di un mutuo di ristrutturazione è un’ ipotesi da valutare sicuramente.

Fonte: zonaprestiti.com

(Publiredazionale)