La bufala nel piatto. La nuova legge per mozzarella regina preoccupa gli agricoltori

[16 maggio 2014]

La mozzarella è uno di quegli eccezionali prodotti agroalimentari che rappresentano il meglio dell’italianità nelle tavole di tutto il mondo, e per il quali i tentavi di copia fuori dai nostri confini sono fallimentari (chi si ricorda la mozzarella blu made in Germany?). Certo, anche in Italia abbiamo le nostre magagne – di ieri la notizia dell’arresto di Giuseppe Mandara, patron dell’omonima casa di produzione, con l’accusa di associazione camorristica e riciclaggio – ma che non offuscano un passato e presente di eccellenza e successi. Un’impresa che potrebbe però almeno in parte riuscire a causa di una nuova normativa in materia.

Confagricoltura si dice infatti fortemente preoccupata a causa delle ipotesi che stanno circolando in questi giorni circa «una modifica della normativa in vigore in materia di separazione degli stabilimenti di produzione della mozzarella di bufala (quelli che usano solamente latte bufalino dell’areale Dop tracciato da quelli che utilizzano latte di bufala proveniente da aree non Dop e di altra specie animale). E altrettanto non condivisibili – afferma Confagricoltura – sono le ipotesi di applicazione del sistema di tracciabilità».

Il cambio normativa si annuncia prossimo (è previsto per il 1 luglio, ma le certezze nel campo legislativo italiano non sono mai troppe), e l’allarme sale. Confagricoltura (e non solo) per la mozzarella di bufala, chiede da anni la tracciabilità obbligatoria della materia prima di tutta la filiera – sul modello di quanto previsto dalla Regione Campania – e l’immediata attuazione della norma sul doppio stabilimento.

«Queste sono le uniche armi che abbiamo per prevenire fatti come quelli avvenuti nel caseificio di Sparanise – dice Ernesto Buondonno, presidente della Federazione nazionale di prodotto allevamenti bufalini di Confagricoltura – E ora che la normativa stava per entrare finalmente in vigore si rischia di rimettere tutto in discussione. Abbiamo necessità che il sistema della tracciabilità obbligatoria e del doppio stabilimento, da noi proposto con forza, venga adottato urgentemente e senza ulteriori proroghe».