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Buste di plastica, entro il 2019 da 198 a 90 procapite. Ma al Comitato delle regioni Ue non basta

[25 novembre 2014]

Il Comitato delle regioni ha espresso la propria delusione rispetto all’accordo, raggiunto dagli Stati membri dell’UE e dagli europarlamentari, in base al quale entro il 2019 non dovranno essere usate più di 90 borse di plastica pro capite l’anno. Il Comitato – che rappresenta gli enti locali e regionali europei – aveva auspicato l’introduzione del divieto totale di fornire gratuitamente borse di plastica entro il 2020, la fissazione di obiettivi UE obbligatori per tutti gli Stati membri e una tassazione su questo tipo di borse al fine di ridurne il consumo dell’80%.

Dopo che la nuova Commissione europea ha preso in considerazione l’ipotesi di ritirare l’intero pacchetto volto a ridurre l’utilizzo delle borse di plastica, Linda Gillham ha dichiarato, a nome del Comitato, che «confidavamo nel fatto che i governi avrebbero colto l’opportunità per liberare l’Europa, una volta per tutte, dell’uso inutile ed eccessivo delle borse di plastica. D’altronde siamo anche sollevati, poiché la Commissione europea stava per staccare la spina all’intera proposta e quindi l’accordo raggiunto è comunque migliore dell’assenza di misure. La proposta di ridurre, entro il 2019, il consumo medio annuo pro capite di borse di plastica in materiale leggero da 198 a 90 rappresenta un compromesso. In questo modo viene riconosciuto che l’impatto ambientale, sociale ed economico prodotto dai 100 miliardi di tonnellate di borse di plastica gettate via ogni anno in Europa è illogico e inaccettabile».

Secondo il Comitato delle regioni, tuttavia, sarebbe stato meglio sia fissare obiettivi vincolanti sia obbligare gli Stati membri a utilizzare strumenti economici, come prelievi e imposte, invece di dare loro la scelta tra le due possibilità. Gillham, membro del consiglio della circoscrizione di Runnymede nel Regno Unito e responsabile della definizione della posizione del Comitato, ha criticato anche la decisione di escludere, a seguito delle resistenze del governo britannico, la plastica oxo-degradabile dalle nuove proposte dell’UE. «La plastica oxo-degradabile non è completamente biodegradabile e dovrebbe essere vietata. Va ricordato che la responsabilità di ripulire l’ambiente spetta, in ultima analisi, alle comunità e agli enti locali. L’8 % di tutte le borse di plastica monouso finisce nei nostri mari: se si continueranno a utilizzare plastiche non biodegradabili al 100 %, saranno l’ambiente e le risorse degli enti locali a pagarne il prezzo».