Canada, prima vittoria degli indigeni contro l’Imperial Metal

[27 febbraio 2015]

L’ennesima contaminazione dovuta ad attività di miniera ha portato le comunità indigene della British Columbia a dire basta. Lo scorso agosto l’area di Mont Polley, nello stato della British Columbia, è stata colpita dalla peggior contaminazione nella storia del Paese: un incidente presso la miniera gestita dalla compagnia “Imperial Metal”, con il cedimento di una barriera di contenimento,  ha provocato la dispersione nei fiumi e nelle falde acquifere dell’area di ben due miliardi e mezzo di galloni di scorie e sostanze tossiche, mettendo in pericolo la stessa sopravvivenza delle comunità indigene Neskonlith  e Caribù che abitano l’area, e che dipendono dal lago Polley e dagli altri corsi d’acqua locali per il loro approvvigionamento di cibo e acqua.

In seguito all’incidente, infatti, le autorità locali hanno deciso di proibire per quattro mesi l’approvigionamento di acqua per le comunità locali. Le indagini hanno ora evidenziato come il grave incidente ambientale sia stato frutto di incuria, e che sarebbe stato facilmente evitabile con le necessarie precauzioni.

Già da prima dell’ultima grave contaminazione le comunità indigene che abitano il territorio canadese avevano denunciato i rischi e i pericoli connessi all’apertura di nuove miniere sui loro territori, ma si erano trovati di fatto impotenti contro l’inerzia del governo locale, nonostante la presenza di un accordo con la Provincia della British Columbia che doveva proteggere i loro diritti.

La Secwepemc, comunità indigena locale, ha così deciso, invocando i suoi diritti di “First Nation”, di proibire le operazioni della compagnia “Imperial Metal” sul suo territorio. Non solo: da qui in avanti la comunità metterà in atto politiche proprie in materia di attività minerarie, attraverso vere e proprie “leggi indigene” che dovranno essere rispettate. Il documento della First Nation ha chiarito come “la Dichiarazione Onu dei diritti indigeni attribuisca alle popolazioni native il diritto di decidere e sviluppare priorità e strategie per lo sviluppo o l’uso dei loro territori e delle loro risorse”, e chiarisce come la comunità indigena sia titolare del diritto di chiudere le miniere pericolose per l’ambiente e per le risorse naturali delle comunità indigene e di impedire ad altre compagnie minerarie di operare sul territorio. Un documento importante, che potrebbe fare da esempio in casi futuri, e aprire la strada a un’importante battaglia di leggi e diritti da parte delle comunità indigene contro i rischi connessi alle attività minerarie.

di Cospe