«Battaglia culturale e politica contro un proibizionismo fallimentare»

Cannabis, la Toscana si schiera per la legalizzazione: c’è la firma del presidente

Rossi: «Sarebbe venuto il momento che il parlamento italiano producesse la legge giusta»

[11 novembre 2016]

In Colorado la legalizzazione della cannabis ha prodotto cose positive, tra cui la separazione tra mercato delle droghe leggere e di quelle pesanti, e importanti introiti nelle casse statali grazie alla tassa introdotta sulla vendita delle droghe leggere: introiti che vengono reinvestiti per curare le persone.

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, ieri a Roma per sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare “Legalizziamo” per legalizzare la cannabis e la libertà di auto-coltivazione (promossa tra gli altri dai Radicali Italiani), ha ricordato l’esperienza statunitense del Colorado, dove nell’elezione dello scorso 8 novembre «i democratici hanno vinto, forse anche per questo», sottolineando la funzionalità che una simile legge avrebbe nel contesto italiano.

«Esiste una correlazione – ha sottolineato Rossi – tra il mercato delle droghe leggere con il mercato delle droghe pesanti, e c’è evidentemente su tutto questo la criminalità organizzata, il gioco di mercato che viene fatto nel sovrapporre e mescolare le sostanze più pesanti con effetti davvero negativi. Rompere questo mercato è un modo per tutelare i nostri giovani da un rapporto con la criminalità e dal trovarsi succubi di organizzazioni che su questo fioriscono, fanno i loro affari e se ne fregano della salute dei nostri figli. Bisogna produrre questa separazione, sarebbe colpo mortale a tanti affari e tante forme di sfruttamento che riguardano i nostri contesti, ma anche i paesi di origine».

Ecco dunque che, per dare concretezza a questa tesi supportata dall’evidenza, nel pomeriggio di ieri Rossi si è recato presso la sede nazionale del movimento a Roma in Largo Argentina «per offrire un gesto concreto di sostegno all’azione in corso del gruppo interparlamentare ed un ulteriore contributo ad una battaglia culturale e politica contro un proibizionismo che ha mostrato in modo evidente di essere una ricetta fallimentare».

Insieme a lui c’era il consigliere speciale per la “Toscana dei Diritti”, Enzo Brogi, e Rossi ha ricordato che «in Toscana abbiamo una legge regionale per l’uso terapeutico della cannabis, nata su proposta del consigliere Brogi, e ora stiamo lavorando per estendere sempre di più l’uso terapeutico anche a forme diverse di dolore oltre a quello oncologico e reumatico. Chi ha fatto uso terapeutico della cannabis ne riconosce l’efficacia, con conseguenze meno impattanti e problematiche per molte malattie, e c’è la convinzione da parte dei medici che sia una terapia giusta, lenitiva del dolore, e che davvero contribuisca a migliorare qualità della vita delle persone malate».

Peraltro sulla base della spinta data in Toscana all’uso terapeutico della sostanza l’Istituto farmaceutico militare di Firenze – una struttura dunque pubblica – produce ora la cannabis e la trasforma per consentirne l’uso terapeutico: l’istituto farmaceutico militare è «una struttura di Stato – che tra l’altro era destinata a chiudere e ora invece è ripartita – e si è in presenza di una sanità pubblica che può regolamentare un uso appropriato della cannabis. Da questo punto di vista le nostre ricerche, così mi viene detto dai medici, ogni giorno scoprono nuove caratteristiche curative e lo spettro delle patologie curabili si amplia sempre di più. Questa è la mia esperienza di ex assessore alla sanità che anche da presidente di Regione resta sensibile a queste tematiche».