Cibo, aumentano i prezzi dei cereali

[4 dicembre 2014]

L’indice mensile dei prezzi alimentari della FAO è rimasto stabile nel mese di novembre, con i prezzi degli oli vegetali e dei cereali in lieve aumento che hanno compensato il calo dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari. L’indice dei prezzi alimentari ha registrato una media di 192,6 punti, mantenendosi più o meno stabile  per il terzo mese consecutivo. L’indice si attesta adesso a 13 punti, il 6,4 per cento al di sotto del livello del novembre 2013.

«L’indice sembra aver toccato il livello più basso, con buone probabilità di un aumento del suo valore nei prossimi mesi», ha detto Abdolreza Abbassian, economista senior presso la FAO. Dopo alcuni anni di volatilità, l’indice dei prezzi alimentari della FAO si è ora attestato intorno al livello dell’agosto del 2010. L’indice monitora i prezzi di un paniere di cinque derrate commerciate a livello internazionale – cereali, carne, prodotti lattiero-caseari, oli vegetali e zucchero.

L’Indice FAO dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari è sceso del 3,4 per cento rispetto al mese di ottobre e del 29 per cento rispetto all’anno precedente, registrando nel mese di novembre una media di 178,1 punti, conseguenza di una maggiore disponibilità per l’esportazione insieme ad  importazioni più lente verso grandi mercati quali la Cina e la Federazione Russa.

L’indice dei prezzi dello zucchero è sceso del 3,2 per cento rispetto al mese di ottobre, registrando in novembre una media di 230 punti, circa l’8 per cento al di sotto del livello di un anno fa. Questo calo è dovuto alle piogge nella principale regione produttrice di zucchero del Brasile, che ha  attenuato le preoccupazioni circa una prolungata siccità nel più grande paese esportatore di zucchero a livello mondiale.

I prezzi dei cereali sono aumentati in modo significativo per la prima volta da marzo a causa delle condizioni di crescita tutt’altro che ideali per il raccolto di grano appena seminato nell’emisfero settentrionale. Tuttavia, i prezzi del riso si sono indeboliti con l’arrivo della produzione appena raccolta sul mercato. L’Indice dei prezzi cerealicoli ha registrato nel mese di novembre una media  di 183 punti, un incremento del 2,6 per cento rispetto ad ottobre, ma in calo del 5,8 per cento rispetto all’anno precedente.

Anche l’indice dei prezzi degli oli vegetali  è aumentato, registrando con 164,9 punti un incremento dello 0,7 per cento – ancora quasi il 17 per cento al di sotto del livello di un anno fa – a motivo della  produzione globale di olio di girasole inferiore al previsto e di un rallentamento nella produzione dell’olio di palma in Malesia e Indonesia. Tuttavia, i prezzi del l’olio di soia si sono indeboliti, facendo smorzare l’ascesa del sottoindice.

I prezzi della carne sono rimasti stabili nel mese di novembre, anche se la carne di manzo e di altri tipi sono ai massimi storici. L’indice dei prezzi della carne ha registrato una media di 210,4 punti, in linea con il valore rivisto nel mese di ottobre, segnando un aumento del 13,3 per cento rispetto al novembre 2013. I prezzi della carne di montone e di agnello sono moderatamente aumentati nel corso del mese.

di Fao