Cina, il controllo delle nascite «ha contributo al benessere delle famiglie»

Ma ora i figli unici non riescono a prendersi cura dei loro genitori. Progetto pilota del governo

[14 maggio 2015]

Secondo la prima inchiesta sullo sviluppo familiare in Cina «la politica di pianificazione familiare della Cina è stata di beneficio alla situazione finanziaria ed allo status sociale delle  famiglie».

Il sondaggio, commissionato dalla Commissione nazionale della salute e della pianificazione familiare della Cina e reso noto oggi,  è stato  condotto su un campione di 32.500 famiglie di tutta la Cina e rivela che «Le famiglie che hanno seguito la politica di pianificazione familiare hanno redditi più elevati e spendono di più delle altre. Tra quelle che hanno seguito le regole, ci sono meno famiglie a basso reddito o con debiti». Inoltre, Wang Haidong, capo divisione affari familiari della Commissione nazionale della salute e della pianificazione familiare, ha detto durante una conferenza stampa che «L’inchiesta dimostra che le famiglie che hanno seguito la politica hanno una salute migliore e comunicano meglio tra le generazioni».

Alla fine degli anni ’70 la Cina adottò una radicale politica di controllo delle nascite, chiamata del “figlio unico”, che è stata molto criticata, ma che ora il governo centrale torna a rivendicare dicendo che «Ha permesso di evitare circa 400 milioni di nascite». La politica demografica del figlio unico  è stata mitigate nel 2013 e le coppie possono avere due figli, se uno dei coniugi è un figlio unico.

Secondo l’inchiesta, «Le famiglie nucleari, un coppia con bambino/i, sono già maggioritarie in Cina e rappresentano più del 60% del totale delle famiglie». Ma l’indagine mostra anche la crescente disuguaglianza tra le famiglie cinesi: «I redditi delle famiglie più ricche sono 19 volte più grandi di quelli di quelle più povere».

Inoltre il governo evidenzia quello che definisce un grosso problema: i padri cinesi svolgono un ruolo minimo nell’educazione dei bambini. Solo nel 7,5% delle famiglie entrambi i coniugi si impegnano attivamente nel prendersi cura dei bambini e nell’11,7% delle famiglie marito e moglie svolgono un ruolo condiviso nell’educazione dei figli. Zhuang Ya’er, del Centro di riceca sullo sviluppo demografico della Cina. ha sottolineato che «La situazione è peggiore per i lavoratori migranti, con i padri che vivono e lavorano altrove. In circa il 20% delle famiglie, uno o entrambi I coniugi sono lavoratori migranti. Nelle famiglie dove i coniugi vivono e lavorano altrove, I bambini sono lasciati ai nonni. La maggior parte tra loro sono meno motivati ad andare bene a scuola. Però sempre più lavoratori migranti portano i figli con loro».

Ma la politica del figlio unico sta ora avendo anche ripercussioni proprio sui nonni che dovrebbero custodire i figli e la  Cina sta cercando nuovi metodi per condividere la responsabilità delle cure per le persone anziane, un problema sempre più grave per le famiglie con un figlio unico.

L’invecchiamento della popolazione cinese sembra un rompicapo irrisolvibile e la stessa Commissione nazionale della salute e della pianificazione familiare qualche giorno fa ha annunciato l’avvio di «Un programma pilota mirante a mettere in comune il personale qualificato che possa fornire dei servizi sanitari nelle comunità».

Health News scrive che «Saranno offerti servizi di cure infermieristiche, cure sanitarie, accompagnamento e primo soccorso, con una priorità per le famiglie a figlio unico che hanno difficoltà finanziarie ed alle persone anziane dipendenti».

Il progetto pilota coinvolgerà 37 comunità e organizzazioni, tra le quali il quartiere di Xicheng a Pechino e la città di Weifang nello Shandong. E’ qui che verranno sperimentate e studiate le nuove tecniche per proporre servizi pubblici ed incoraggiare le imprese e le strutture specializzate nella cura degli anziani ad offrire servizi a richiesta e personalizzati per ristorazione, pulizia, igiene e cura. Nei 37 centri pilota le imprese verranno incoraggiate a progettare nuovi modelli di ospizi che si avvalgano di strumenti tecnologici come l’Internet delle cose.

Una vera e propria rivoluzione culturale e mirale per la Cina, dove fino ad ora gli anziani venivano presi in carico dai loro figli, cosa che non era un grosso problema fino a che i figli erano più di uno.  Ma ora la prima generazione delle famiglie con figli unici, un po’ più agiate  dei loro genitori, si trova a doversi prendere cura dei vecchi  de lo stress per trovare un equilibrio – a volte impossibile – tra la frenetica vita lavorativa e le cure dei nonni  avrà  certamente un’incidenza negativa sull’economia nazionale e questo il governo cinese non lo può e non se lo può permettere.