Console videogiochi: «Nessun risparmio di energia con Nintendo, Sony e Microsoft»

Soglia minima di efficienza energetica solo in modalità navigazione e per film e musica

[15 maggio 2015]

A Nintendo, Sony e Microsoft ci sono voluti ben 6 anni per raggiungere un accordo volontario sugli standard di efficienza energetica delle loro console videogiochi. A fine aprile la Commissione europea ha approvato il documento ritenendolo «sufficientemente ambizioso da garantire benefici ai consumatori e all’ambiente», ma l’ European Environmental Bureau (Eeb, la coalizione di associazioni ambientaliste europee alla quale aderiscono anche Fai, Genitori antismog, Legambiente e Federazione Nazionale Pronatura) sottolinea che in realtà si tratta di un accordo  molto poco ambizioso e che consente ai tre maggiori produttori del settore di «scongiurare l’adozione di una regolamentazione più stringente».

Gli ambientralisti dell’Eeb spiegano che «Il documento prevede che le tre aziende si impegnino a garantire una soglia minima di efficienza energetica per tutte le console che saranno immesse sul mercato, ma solo quando sono usate in modalità navigazione e per vedere film o ascoltare musica. Nessun impegno a ridurre i consumi delle console quando si usano per lo scopo per cui erano state comprate, cioè giocare. Per questa funzione, infatti, solo a partire dal 2017 si prevede un ulteriore obiettivo di riduzione del consumo energetico, ma l’accordo non è vincolante e i firmatari sono liberi di venire meno al proprio impegno se e quando vogliono».

Secondo Eeb, «Un accordo che punti effettivamente a migliorare gli standard di efficienza energetica di questi prodotti dovrebbe, portare al risparmio di almeno un TWh all’anno entro il 2020. Le nuove console, invece, consumano oggi due o tre volte di più di quelle di vecchia generazione. Lo scorso anno, l’Agenzia internazionale dell’energia ha evidenziato come le console in modalità stand by raggiungano un consumo di 80 miliardi di dollari l’anno in energia».

Davide Sabbadin, responsabile efficienza energica di Legambiente, conclude: «Dopo sei anni di discussioni l’accordo sulle console è decisamente poco ambizioso e non può soddisfare le aspettative dei consumatori. La Commissione europea avrebbe potuto impegnarsi perché si giungesse a un documento simile a quello relativo a computer, monitor e stampanti entrato in vigore lo scorso anno, che consentirà di tagliare i consumi energetici europei di 16TWh l’anno, un numero che equivale all’incirca al consumo energetico residenziale della Grecia».