A Milano riflessioni sulla green economy

Csr e innovazione sociale: ecco quali sono le tendenze al consumo green in Italia

La sostenibilità aziendale è ormai una componente essenziale nel lungo periodo

[17 ottobre 2014]

Un momento di incontro tra soggetti che credono nella CSR (Corporate Social Responsibility – Responsabilità sociale d’impresa), un appuntamento di riflessione tra attori di sostenibilità, appartenenti a realtà profit e non profit (e P.A.) e una vetrina di buone pratiche realizzate in ambito sociale ed ambientale: è stato questo, in estrema sintesi, il salone della CSR ed Innovazione Sociale svoltosi a Milano presso l’università Bocconi, organizzato da un pool di realtà – tra cui primariamente Koinetica, Ente coordinato dalla bravissima Rossella Sobrero – impegnate da anni nella promozione della CSR in Italia: realtà che credono nell’importanza di fare sintesi delle azioni già attuate a livello nazionale dai vari player impegnati nella promozione della sostenibilità nelle Aziende, oltre che di riunire le persone in momenti di confronto pubblico intorno al tema della CSR e della innovazione sociale.

Ma quali sono, nel concreto, delle dinamiche italiane di business collegate alle nuove tendenze al consumo “green” ed alle strategie elaborate dai consumatori per gestire le proprie risorse economiche sempre più scarse? Nell’ambito del seminario “Green economy e sostenibilità, un sogno o un obiettivo possibile?” la valenza delle azioni green per la competitività delle Aziende è stato discusso anche grazie ai risultati della ricerca “Indietro non si torna” condotta dall’Istituto Astarea, rappresentato da Laura Cantoni.

Secondo la ricerca, in Italia l’atteggiamento di favore nei confronti delle imprese che assumono comportamenti sostenibili sembra abbastanza diffuso, ma non incondizionato. Circa la metà del campione (mediamente rispetto ai 12 parametri di sostenibilità analizzati) si dichiara propensa a scegliere prodotti “green” solo nel caso siano offerti a parità di prezzo rispetto ai concorrenti; circa il 20% nel caso in cui costino meno, e dal 15-20% anche se costano di più. Questi dati sembrano indicare che le pratiche “green” delle Imprese vengono oggi considerate quasi un’azione dovuta e necessaria, per la quale le Imprese non possono richiedere extra-costi ai consumatori.

A questa indagine si affianca una caratteristica importante del Salone milanese, che è stata quella di voler anche aprirsi all’esterno, ai “non addetti ai lavori”, per comunicare le azioni di internalizzazione delle variabili sociali ed ambientali dentro le aziende. Ecco così che nel grande open space del nuovo palazzo dell’università Bocconi è stata realizzata una due giorni di intenso scambio e confronto, caratterizzato da circa 4.000 presenze, per 72 eventi con 267 relatori.

In questa occasione era presente anche Rete Clima®, ente no profit impegnato a supportare aziende, PA e cittadini verso la decarbonizzazione delle proprie attività, partecipante al Salone per condividere alcune delle buone pratiche già attuate oltre che per riflettere circa la green economy e le sue possibili declinazioni in ambito corporate.

Proprio in questa logica di riflessione e di confronto, chi scrive ha partecipato come relatore al sopraccitato incontro “Green economy e sostenibilità, un sogno o un obiettivo possibile?”, che è partito da un punto fermo: le recenti conclusioni del “Living Planet Report 2014” del WWF, secondo cui l’impronta ecologica (la misura del consumo di natura causato dall’uomo) è in continua crescita tanto che, con l’attuale tenore di consumo di un cittadino europeo medio, sarebbero necessarie le risorse naturali di 2,6 pianeti. A fronte dell’unico Pianeta che possediamo! Di questa impronta ecologica il contributo più importante è determinato dalle emissioni di CO2 in atmosfera (pari al 53% del valore complessivo di impronta), una situazione che rende estremamente attuale e urgente agire per la decarbonizzazione delle attività aziendali, al fine del contrasto al climate change.

La necessità della sostenibilità non come accessorio, ma come parte del DNA stesso della strategia di sviluppo delle aziende e del territorio, è stata dunque riconosciuta da ognuno dei partecipanti al tavolo: Stefano Gardi (direttore del dipartimento per lo Sviluppo sostenibile di Italcementi), Claudio Pirani (responsabile Sostenibilità di Erg), Lorenzo Radice (responsabile delle Politiche ambientali di Ferrovie dello Stato Italiane), Francesco Maltoni (amministratore di Aimeri Ambiente), Marco Melchiori (direttore Confindustria Belluno Dolomiti), Laura Cantoni (Istituto Astarea), Paolo Viganò (responsabile scientifico di Rete Clima®).

Dal nuovo corso intrapreso proprio da Erg -che ha rivoluzionato l’intero proprio core business cedendo una parte importante degli asset collegati alla produzione e distribuzione di carburanti liquidi, per divenire il primo operatore eolico in Italia con 1.087 MW di potenza eolica installata – alle iniziative di Ferrovie dello Stato Italiane, che ha illustrato il progetto di stazioni ferroviarie come “hub di mobilità sostenibile”, capaci di accogliere ed integrare diverse soluzioni di trasporto (quali biciclette pieghevoli, bike e car sharing, auto elettriche), gli esempi i casi concreti di business non sono mancati. E oltre alle parole c’è stato anche un riconoscimento in loco del valore della sostenibilità, con Rete Clima® che ha supportato le performance green del Salone neutralizzando le emissioni di CO2eq del sito web www.csreinnovazionesociale.it

Durante l’incontro viene collegialmente sottolineato come l’urgenza di un cammino verso la sostenibilità in azienda non debba essere legato solo a strategie di approvvigionamento di energia green o azioni similari, quanto a vere e proprie strategie di business, anche considerando il peso delle esternalità ambientali collegate alle produzioni: in questo senso – riassume Gardi – parlare di CSR è ormai obsoleto, dato che non si può più pensare a “semplici” strategie di responsabilità sociale, lasciate alla maggiore o minore sensibilità di chi gestisce l’azienda, ma si deve invece ragionare su strategie di sostenibilità che siano parte integrante del core business d’impresa.

Sulla base di tutte le conversazioni dell’interessante incontro, la sostenibilità aziendale si rivela essere ormai una componente essenziale dentro le performance di lungo periodo di un’impresa e dentro la qualità del proprio business: lavorare per la sostenibilità va a regalare ai prodotti un “valore aggiunto” ed un vantaggio competitivo, in risposta ad attese di un consumatore oggi più attento alle qualità green dei prodotti che consuma e dei servizi di cui fruisce.

Parimenti, quindi, l’azione di promozione della sostenibilità a livello aziendale si configura come una reale strategia di “vitalità” delle aziende, nella logica per cui questa strategia è tanto più valida quanto più la sostenibilità stessa diventa parte integrante del core business d’impresa.

di Paolo Viganò, Ph.D. – Responsabile scientifico di Rete Clima®