Dalle materie prime i lavori di domani: ecco quali, secondo la Commissione Ue [VIDEO]

[6 dicembre 2013]

La green economy è conoscenza, e oggi la Commissione europea ha inaugurato oggi all’Università Sapienza di Roma la prima di una serie di Giornate universitarie delle Materie prime per informare gli studenti sulle interessanti carriere offerte dal settore delle materie prime e per incoraggiarli ad intraprendere un percorso accademico in uno dei rami attinenti dell’ingegneria e delle scienze naturali.

Le materie prime sono molto importanti per la nostra società attuale. Infatti, molti prodotti innovativi che fanno – o faranno presto – parte della nostra vita quotidiana, come gli smartphone, i computer, le tecnologie a schermo piatto, e le macchine ibride o elettriche, non potrebbero essere realizzati senza l’uso di determinate materie prime. Tali materie non sono solo utilizzate per fabbricare i nostri prodotti di consumo quotidiano, ma acquistano sempre più importanza anche per quanto riguarda le nuove tecnologie emergenti e la produzione di energia pulita. Si stima che almeno trenta milioni di posti di lavoro nell’Unione Europea dipendano dall’accesso alle materie prime.

A partire dal 2014 a e fino al 2020, la Commissione organizzerà quattro volte l’anno Giornate Universitarie delle Materie Prime in diversi atenei in tutta Europa. Ad oggi, diciotto università di dodici Paesi europei hanno espresso il loro interesse a partecipare all’iniziativa. L’obiettivo delle Giornate Universitarie delle Materie Prime è quello di far luce sui vantaggi delle opportunità lavorative nei settori delle materie prime.

Il pubblico di riferimento è composto da giovani in procinto di scegliere la loro carriera universitaria, così come da futuri laureati specializzati in materie prime e in altri campi collegati. Quali? Nel presente e nell’immediato futuro sarà sempre più decisiva per le sorti della nostra economia un’ampia gamma di iniziative, quali lo sviluppo di nuove tecnologie di esplorazione e sostituzione di materie prime critiche – come l’indio, utilizzato nelle tecnologie touch screen – , e un miglior recupero e riciclaggio delle materie prime presenti nei rifiuti.

Le professionalità che queste attività (e molte altre ancora) richiedono sono variegate e qualificate. La commissione Ue, in un periodo storico in cui avere un (buon) lavoro è per molti giovani purtroppo un sogno – e al contempo non averlo un incubo – si sbilancia sintetizzando le possibilità occupazionali del settore in un video: «Materie Prime – Le materie di cui sono fatti i sogni».

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  • Materie Prime - Le materie di cui sono fatti i sogni