Dazi Ue sui pannelli solari cinesi, ecco la risposta di Pechino

Al via un’inchiesta antidumping e anti-sovvenzioni sui vini europei

[6 giugno 2013]

Dopo la decisione della Commissione europea di imporre dei dazi antidumping provvisori sulle importazioni dei pannelli solari cinesi, la prima risposta di Pechino è stata affidata al portavoce del ministero degli esteri, Hong Lei, che durante una conferenza stampa, pur invocando il dialogo con l’Unione europea, non ha nascosto l’irritazione del regime cinese per quella che potrebbe diventare una guerra commerciale del fotovoltaico.

Hong  ha detto che «Il governo cinese e il settore interessato si erano impegnati con grande sincerità in degli sforzi erculei per risolvere il problema attraverso il dialogo e la consultazione», ma dopo che il commissario Ue al commercio, Karel de Gucht, ha annunciato il 4 giugno pesanti tasse sui pannelli made in China, Hong ha detto: «Ci opponiamo fermamente. La Cina ha notato che l’Ue ha abbassato il tasso inizialmente previsto al 47,6% all’11,8%. Speriamo che l’Ue dia prova di sincerità e che collaborerà con la parte cinese al fine di risolvere il problema attraverso il dialogo e la consultazione».

Intanto Hong ha annunciato la prima ritorsione: «La Cina ha deciso di avviare un’inchiesta antidumping ed anti-sovvenzioni sui vini europei». Il portavoce del ministero degli esteri cinese ha comunque ribadito che «La Cina affida una  grande importanza alla partnership strategica con l’Ue e si impegnerà a preservare lo sviluppo stabile delle nostre relazioni economiche. Noi speriamo che l’Ue unirà gli sforzi con la Cina e si asterrà dal fare ricorso a misure protezionistiche che sono pregiudizievoli per entrambe le parti».