Il 76% rappresentato da credito al consumo, mutui al 24%

Debito privato, è la Toscana la Regione con i conti più in rosso d’Italia

Record a Livorno, il 43% dei cittadini ha crediti attivi. Indebitamento medio a oltre € 40mila

[4 agosto 2016]

mappa del credito debito

La Toscana si scopre una regione a debito, dove i privati cittadini attingono a linee di credito per sostenere il proprio stile di vita più che in ogni altra regione d’Italia. Il 39,2% dei maggiorenni toscani risulta avere crediti attivi (34% la media nazionale), con una rata mensile procapite di 399 euro (362€ in Italia) e un indebitamento medio residuo da pagare pari a 38.718 euro (34.253€ in Italia).

Nei giorni scorsi si è fatto un gran parlare del debito pubblico regionale, con la Corte dei conti che ha però definito «non particolarmente critica» la situazione finanziaria della Regione: un disavanzo sostanziale di 3,5 miliardi di euro, e un debito regionale «in lieve diminuzione a € 1.967,7 milioni, un livello modesto nel confronto con le altre regioni». Suddiviso fra i 3.172.076 maggiorenni residenti in  Toscana, significa circa 620€ di debito pubblico regionale a testa: neanche due rate mensili di debito privato.

I dati sono quelli diffusi da Crif, società specializzata in sistemi di informazioni creditizie, che grazie al proprio database Eurisc contenente oltre 78 milioni di posizioni creditizie ha realizzato una mappa del credito – o del debito – italiana, fornendo per la prima volta a con un livello di dettaglio provinciale un’analisi sull’utilizzo del credito da parte degli italiani (i dati riguardano i primi 5 mesi del 2016). «Abbiamo realizzato la Mappa del Credito – spiega Beatrice Rubini, direttrice della linea MisterCredit di Crif – per dare ai consumatori uno strumento utile a capire come cambia l’utilizzo del credito in Italia a seconda delle aree geografiche, spostandosi tra le varie regioni e province della nostra penisola con un semplice clic del mouse. L’obiettivo della mappa del credito è anche dare la possibilità ad ognuno di confrontare il proprio indebitamento rispetto alla realtà in cui vive, posto che la gestione del credito è personale rispetto al proprio reddito, alle proprie esigenze e prospettive».

Scorrendo le varie realtà riportate in questa mappa si scopre così che, se la Toscana registra i livelli più alti di indebitamento privato in Italia, la punta di diamante di questa tendenza la si ritrova nell’area più colpita in questi anni di crisi, ovvero sulla costa labronica. A Livorno la popolazione maggiorenne con crediti attivi arriva al 43.6 %, il valore più alto d’Italia, con una rata mensile procapite di 386€ e un indebitamento medio residuo pari a 40.609 euro.

A cosa servono questi soldi? Analizzando la distribuzione delle operazioni per categoria, emerge che i prestiti finalizzati e quelli personali (entrambe forme di credito al consumo, ovvero finanziamenti erogati per l’acquisto di beni e servizi non collegati ad attività professionali) assorbono ben il 76%, mentre la più classica categoria dei mutui non arriva a un quarto del totale (24%).

La mappa elaborata da Crif non indugia sul perché proprio a Livorno e provincia risieda la popolazione più indebitata in Italia, ma non è peregrino ricordare che la costa toscana ha rappresento l’area regionale che più ha sofferto (e continua a soffrire) i postumi della crisi finanziaria iniziata nel 2008 e mai davvero finita. Indicativo che, oltre a quella livornese, le aree toscane maggiormente propense all’indebitamento risultano quelle di Pisa, Lucca, Massa e Carrara, tutte lungo la costa. Anche nel resto della Toscana si sono persi posti di lavoro, ma è bene ricordare che ancora oggi sulla costa occorrerebbe creare almeno 18 mila posti di lavoro solo per recuperare il gap accumulato con l’entroterra regionale. Una situazione che potrebbe presto peggiorare ulteriormente: senza interventi ad hoc, 11.515 lavoratori nelle aree di crisi complessa in Toscana rischiano di perdere qualsiasi copertura da parte degli ammortizzatori sociali al 31 dicembre 2017. «A Piombino sono 249 quelli a fine mobilità, a Livorno sono 1747. Quelli a fine Aspi e Naspi sono 2018 a Piombino e 7501 a Livorno. A questi – spiegano dalla Regione – si aggiungono alcune centinaia di persone che hanno già perso ogni protezione».

E proprio in Regione si lavora alacremente per risollevare le sorti della costa, e dunque di tutto il territorio toscano. Il Piano di riconversione e riqualificazione industriale dell’area livornese ne è un esempio, ma gli effetti sono ancora al di là dal vedersi.

Nel frattempo, per non far precipitare il proprio stile di vita, i livornesi hanno dato fondo agli strumenti di debito. Potrebbe essere questa una lettura della mappa Crif: sarebbe interessante un’analisi pubblica da parte degli organismi competenti. Nel frattempo i dubbi sulla sostenibilità di questa tendenza – non solo dal punto di vista economico ma anche da quello sociale e ambientale, vista la quota di credito al consumo – non possono che moltiplicarsi. Come il debito dei toscani.