Dieta mediterranea, il segreto è (anche) nei colori

Due ricercatori dell’università di Pisa stilano la classifica degli antociani: in testa l’uva nera

[25 agosto 2015]

Guidi Landi

Lucia Guidi e Marco Landi, del dipartimento di scienze agrarie, alimentari ed agro-ambientali dell’Università di Pisa, hanno documentato le ultime scoperte sul ruolo benefico degli antociani per la salute  in un loro recente contributo al volume “Handbook of Anthocyanins: Food Sources, Chemical Application and Health Benefits”  e dicono che «Il segreto della dieta mediterranea è anche nei colori ed il merito è degli antociani, molecole che determinano la colorazione dal rosso al blu di frutta e verdura e che possono contribuire alla prevenzione di malattie cronico-degenerative connesse alla produzione di radicali liberi».

La Guidi spiega che «Gli antociani (anthos = fiore e kyanos = blu) sono tra i pigmenti più diffusi nel regno vegetale e molti alimenti tipici della dieta mediterranea ne sono ricchi come ad esempio mirtilli, melanzane, pesche, arance, fichi, ciliegie, olive solo per annoverarne alcuni».

Landi e Guidi hanno riportato il contenuto di antociani per ogni frutto od ortaggio e quindi hanno stilato una sorta di “classifica” degli alimenti che vede in testa l’uva nera (800-900 mg di antociani per 100 grammi), seguita dalla ciliegia (350-400 mg), dal ribes (80-420 mg) e dalle olive (55-430 mg) sino al vino rosso (24-35 mg).

La Guidi conclude: «E’ stato calcolato che l’apporto pro capite di antociani attraverso la dieta può variare nei Paesi europei tra i 19,8 e 64,9 mg al giorno e che certamente gli italiani sono tra i maggiori consumatori di queste molecole proprio in virtù della dieta mediterranea e dall’assunzione quotidiana di frutti come more, fragole o prugne e di ortaggi come melanzane e radicchio senza dimenticare, infine, il vino».