Eco-design per un packaging (e un consumo) intelligente: torna la campagna Acv

Produttori, distributori e consumatori insieme per l’operazione “Meno rifiuti Più benessere in 10 mosse”

[12 novembre 2013]

Torna la campagna “Meno rifiuti Più benessere in 10 mosse”, promossa per il secondo anno consecutivo dall’Associazione comuni virtuosi (Acv), con l’obiettivo di sollecitare il mondo della produzione e della distribuzione a compiere 10 azioni nel breve e medio termine per ridurre l’impatto ambientale di imballaggi, promuovere soluzioni adatte all’uso multiplo ma soprattutto ad innovare attraverso la progettazione.

La novità della seconda edizione consiste nella partenza di una comunicazione personalizzata alle maggiori aziende dei prodotti di largo consumo del settore alimentare, della cosmetica e detergenza, nonché alle principali insegne della distribuzione organizzata, che continuerà con il 2014. Ai responsabili delle aziende, verrà chiesto di rendere noto il proprio impegno rispetto alle 10 mosse, sia per i progetti attuati che per quelli in fase di pianificazione. Le adesioni ed i relativi dettagli verranno pubblicati in una pagina dedicata del sito.

«L’invito all’azione che “Meno Rifiuti più Benessere” rappresenta nei confronti delle aziende, va oltre ai contenuti delle 10 mosse,  sia sotto l’aspetto ambientale che partecipativo- ha dichiarato Silvia Ricci, responsabile Campagne dell’Associazione comuni virtuosi (Acv)-  Sotto l’aspetto ambientale poiché l’impatto complessivo di un prodotto non è limitato al solo packaging, come la prima mossa evidenzia. Sotto l’aspetto partecipativo, riuscire a coinvolgere le aziende a comunicare pubblicamente il proprio impegno come avviene all’estero non è una modalità alla quale le aziende italiane sono avvezze. Come Acv abbiamo però coinvolto con successo un buon numero di gruppi  della Grande Distribuzione con la campagna Porta la Sporta- ha continuato Ricci- Quest’ultima iniziativa, pensata per ridurre l’impatto ambientale ma anche economico che i rifiuti da imballaggio e articoli usa e getta hanno per le casse comunali, dovrebbe essere una palla che le aziende colgono al balzo per dimostrare che quanto pubblicato nel bilancio di sostenibilità si riflette nella prassi aziendale».

Per coinvolgere e informare anche i consumatori, l’iniziativa focalizza gli imballaggi dei beni di largo consumo che, insieme agli articoli usa e getta, diventano quel genere di rifiuto con cui si deve fare i conti quotidianamente e li invita a firmare la petizione collegata all’appello. «Questa iniziativa rappresenta oltre 3000 cittadini che hanno firmato la petizione, 300 enti locali e diverse associazioni- ha aggiunto Ricci- L’ascolto del cliente, la collaborazione con le organizzazioni non profit e con gli enti locali (a favore di obiettivi comuni e a beneficio dei territori ) sono argomenti che sono di casa nei bilanci di sostenibilità. Pertanto non possiamo che essere fiduciosi di ricevere prima o poi un cenno di riscontro alle comunicazioni che stiamo inviando alle aziende e che proseguiranno anche nel prossimo anno» ha concluso Ricci.

Fino ad oggi hanno sottoscritto il documento circa 300 enti locali e aderito associazioni nazionali come Greenaccord, Fare Verde, MDF- Movimento Decrescita Felice, Slow Food Italia, Cittadinanza Attiva, Altroconsumo  e l’Associazione Borghi Autentici d’Italia. L’iniziativa partecipa alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti che si terrà dal 16 al 24 novembre.

Le dieci mosse proposte dell’Associazione comuni virtuosi, riportate in forma sintetica, sono:

1) Ripensare e innovare i prodotti del domani con una visione di design sistemico;

2) Minimizzare l’impiego di imballaggi, ridurre all’essenziale quelli primari (peso/spessore/dimensioni) ed eliminare il sovra imballaggio e alcune  tipologie di componenti accessorie che impediscono un riciclo ecoefficiente;

3) Sostituire o eliminare negli imballaggi quelle componenti che ne impediscono o complicano il riciclaggio come le etichette  sleeves  e  l’uso di additivi, coloranti e composti esterni o l’utilizzo di materiali come il PLA per i quali non esistono impianti di riciclo;

4) Promuovere l’uso di contenitori a rendere (anche in plastica infrangibile) e progetti di vuoto a rendere come Vetro Indietro;

5) Utilizzare ove possibile materiale riciclato per realizzare il packaging al posto di materia vergine;

6) Adottare un sistema di marcatura/etichettatura degli imballaggi che possa comunicare in modo chiaro e trasparente al consumatore il grado di riciclabilità dell’imballaggio stesso;

7) Nei punti vendita della Gdo: introdurre nel proprio assortimento prodotti a basso impatto ambientale comunicandone nei punti vendita il valore aggiunto per orientare il mercato in senso ecologico;

8) Nei punti vendita della Gdo: eliminare l’overpackaging, e gli imballaggi non o difficilmente  riciclabili nel confezionamento in house e adottare soluzioni riutilizzabili ad uso interno e  per la logistica dei rifornimenti;

9) Nei punti vendita della Gdo: favorire un cambio di abitudini che spinga i cittadini consumatori al riutilizzo di contenitori portati da casa dal settore della detergenza, all’ortofrutta all’alimentare;

10) Nei punti vendita della Gdo: inserire e valorizzare nell’assortimento prodotti adatti all’uso multiplo provvisti di ricambi o parti intercambiabili partendo da oggetti usati quotidianamente come lo spazzolino da denti e il rasoio.