Economia circolare: la Commissione Ue chiede nuove idee ai cittadini

La Commissione Junker aggiusta il tiro dopo le critiche?

[28 maggio 2015]

Economia circolare

La Commissione europea ha appena avviato una consultazione pubblica «per raccogliere pareri sulla strategia da adottare per impostare in modo nuovo e ambizioso la transizione verso l’economia circolare. I contributi dei portatori d’interesse serviranno per preparare il nuovo piano d’azione, che dovrà essere presentato entro la fine del 2015».  L’Ue aveva già pronto un pacchetto per l’economia circolare – in cui alcune buone idee erano già presenti – poi ritirato poco dopo l’insediamento della nuova commissione a guida Juncker: una scelta duramente criticata da molti ambientalisti (greenreport compreso), e anche dall’esecutivo italiano.

Ma la concorrenza per le risorse del pianeta è in aumento e ora la Commissione Ue spiega: « Poiché le risorse, in particolare le materie prime essenziali, sono concentrate al di fuori dell’Unione europea, l’industria e la società europee dipendono dalle importazioni e sono sempre più vulnerabili all’aumento dei prezzi, alla volatilità dei mercati e alla situazione politica dei paesi fornitori. Al tempo stesso in tutto il mondo le risorse naturali vengono spesso utilizzate in maniera non sostenibile, il che provoca ulteriori pressioni sulle materie prime, degrada l’ambiente e mette a repentaglio gli ecosistemi. Questa tendenza rischia di accentuarsi con l’evoluzione della popolazione mondiale e dei modelli di crescita economica».

Avviando la consultazione, il team del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker mostra dunque un’apertura dopo il ritiro del precedente pacchetto, da più parti visto come una volontà di rendere marginali le politiche per l’economia circolare. «A differenza del modello economico improntato al “prendi, produci e getta” – argomenta la Commissione Ue in una nota ufficiale – nei sistemi a economia circolare i materiali e l’energia utilizzati per fabbricare i prodotti mantengono il loro valore il più a lungo possibile, i rifiuti sono ridotti al minimo e si utilizzano quante meno risorse possibili. La transizione verso un’economia più circolare in Europa oltre a promuovere la competitività, favorire la crescita e l’occupazione e proteggere l’ambiente, ci offrirà prodotti innovativi e più duraturi grazie ai quali risparmieremo soldi e miglioreremo la nostra qualità di vita. La dimensione economica è strettamente legata a quella ambientale e sociale. Un’economia circolare mira a mantenere per un tempo ottimale il valore dei materiali e dell’energia utilizzati nei prodotti nella catena del valore, riducendo così al minimo i rifiuti e l’uso delle risorse. Impedendo che si verifichino perdite di valore nei flussi delle materie, questo tipo di economia crea opportunità economiche e vantaggi competitivi su base sostenibile. Per poter realizzare il passaggio a un’economia circolare occorre intervenire in tutte le fasi della catena del valore: dall’estrazione delle materie prime alla progettazione dei materiali e dei prodotti, dalla produzione alla distribuzione e al consumo dei beni, dai regimi di riparazione, rifabbricazione e riutilizzo alla gestione e al riciclaggio dei rifiuti».

La Commissione Ue  evidenzia dunque che «le strategie che porteranno l’Europa a sviluppare un’economia circolare competitiva non dovranno limitarsi solo ai rifiuti, ma contemplare l’intero ciclo di vita dei prodotti, tenendo conto della situazione di ciascuno Stato membro; oltre ad azioni sul fronte dei rifiuti dovranno quindi prevedere interventi in materia di progettazione intelligente dei prodotti, riutilizzo e riparazione dei prodotti, riciclaggio, consumo sostenibile, livelli di riciclaggio, uso intelligente delle materie prime, rafforzamento dei mercati delle materie prime secondarie e misure settoriali specifiche. La transizione verso un’economia più circolare è in grado di promuovere la competitività e l’innovazione, stimolando il nascere di nuovi modelli imprenditoriali e l’adozione di nuove tecnologie, nonché favorendo la modernizzazione delle politiche sociali, con conseguenti effetti positivi nel lungo termine per l’economia europea nel suo insieme, che diverrà più sostenibile e più competitiva. Vogliamo creare condizioni propizie all’aumento dei posti di lavoro, senza usare né sprecare quantità di risorse come facciamo oggi, in modo da ridurre la pressione sulle materie prime e sull’ambiente: l’Europa sarà così più forte e più equa».

Il futuro pacchetto di misure dovrà adottare un approccio coerente che tenga pienamente conto delle interazioni e dell’interdipendenza delle attività lungo la catena del valore e conterrà una proposta legislativa riveduta sui  rifiuti e una comunicazione che delinea un piano d’azione sull’economia circolare.

Le nuove proposte sono elaborate da un gruppo guidato dal primo vicepresidente Frans Timmermans, responsabile per la qualità della legislazione, le relazioni interistituzionali, lo Stato di diritto e la Carta dei diritti fondamentali, Jyrki Katainen, vicepresidente responsabile per l’occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, Karmenu Vella, commissario per l’ambiente, gli affari marittimi e la pesca, e Elżbieta Bieńkowska, commissaria per il mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI.

Timmermans ha sottolineato che «lo sviluppo economico dell’Europa deve avvenire all’insegna della sostenibilità. Non vi sono alternative: dobbiamo utilizzare le risorse in maniera più intelligente, progettare i prodotti in modo da poterli riutilizzare e riciclare, e fissare obiettivi ambiziosi per ridurre e riciclare i rifiuti. Oggi chiediamo ai cittadini di tutta Europa di darci spunti su come formulare politiche che stimolino lo sviluppo di un’economia verde competitiva in Europa e tutelino l’ambiente per le generazioni future».

Secondo Katainen, «la transizione verso un’economia circolare più sostenibile può creare opportunità per tutti e offrire all’Europa un nuovo vantaggio competitivo. Vogliamo presentare un piano d’azione globale che incentivi sia i consumatori sia le imprese ad utilizzare le risorse in modo più efficiente. Per questo abbiamo bisogno del contributo di quanti operano nei diversi punti della catena del valore».

Nel 2013 si sono svolte le consultazioni pubbliche sul riesame degli obiettivi dell’Ue in materia di rifiuti e sulla sostenibilità del sistema alimentare. L’attuale consultazione quindi verte su altri aspetti della transizione verso un’economia circolare, estendendo l’indagine ad altri segmenti del ciclo economico (ad esempio, la produzione e il consumo) nonché alle condizioni che ne favoriscono la realizzazione (ad esempio, l’innovazione e gli investimenti).

I cittadini, le autorità pubbliche, le imprese e tutti gli altri soggetti governativi e non governativi interessati sono invitati a rispondere alle domande riguardanti i vari segmenti del ciclo economico e il loro ruolo nella transizione verso un’economia circolare.

Un’altra consultazione pubblica sulle distorsioni del mercato dei rifiuti è già in corso ed è aperta a tutti i portatori d’interesse. Il 25 giugno 2015 la Commissione terrà a Bruxelles una conferenza degli stakeholders, i cui esiti confluiranno nel processo di consultazione. La conferenza è aperta a tutti coloro che desiderano contribuire a dare forma alla politica europea in questo settore.

La consultazione resterà aperta fino al 20 agosto 2015.