Egadi: Amp e pescatori chiedono di autorizzare la pesca sperimentale con il “tartarune”

[17 giugno 2014]

Con nota congiunta, l’Area marina protetta (Amp) Isole Egadi e l’Alleanza delle Cooperative Italiane (Aci  pesca), che riunisce Agci, Legacoop, Confcooperative, chiedono al ministero delle politiche agricole alimentari e forestali l’autorizzazione sperimentale per la pesca a circuizione alle barche delle Isole Egadi che tradizionalmente utilizzavano il “tartarune”, ma che non possiedono in licenza il sistema “pesca a circuizione”. Il “tartarune”, un tipo di pesca che in altre marinerie viene chiamata sciabichello, tartanone o  fonticella,  viene utilizzato per la pesca di alcune specie come e lo zerro (Spicara smaris) e il cicerello (Gymnammodytes cicerelus). E’ un’attività ormai portata avanti da poche unità di pesca, per brevi periodi dell’anno.

Quella delle Egadi è un’iniziativa frutto di un intenso lavoro di concertazione tra le parti coinvolte e che viene dopo l’esito del sopralluogo effettuato a febbraio dai tecnici di Cnr-Ismar e Unimar che, su richiesta dell’Amp, avevano accertato che «Il “tartarune” delle  Egadi è una pesca a circuizione senza chiusura, e non un attrezzo da traino, vietato dai regolamenti comunitari in quanto potenzialmente impattante».

Infatti, come viene ricordato nella lettera al ministero, «A partire dal 1 giugno 2010, a seguito della scadenza delle deroghe previste per il Reg. CE 1967/2006, son entrati in vigore vari divieti sulla dimensione della maglia e sull’utilizzo di attrezzi da traino in assenza di un piano di gestione approvato ed adottato, rendendo di fatto vietato l’utilizzo del “tartarune”, un attrezzo tra l’altro di complessa classificazione, essendo armato

in modi differenti nelle diverse marinerie e pertanto assimilabile, teoricamente, ad una sciabica da natante o ad una circuizione senza chiusura». Nel 2012, con l’entrata in vigore definitiva del Regolamento CE 1967 del 2006, il tradizionale “tartarune”, molto diffuso alle Egadi e consentito dalle regole dell’Amp, era stato completamente vietato perché classificato impropriamente come attrezzo da traino.

Il direttore dell’Area marina protetta, Stefano Donati, spiega che «La richiesta dell’Amp e di Aci Pesca  è

il primo passo per la realizzazione di una campagna di pesca sperimentale, nel rispetto delle norme comunitarie, per raccogliere dati sulle specie catturate con il “tartarone” delle Egadi e capire se è un attrezzo sostenibile, come noi riteniamo. L’Amp si è attivata, in questo caso, a tutela dei piccoli pescatori locali, che praticano da secoli una pesca che non depaupera le risorse, e che, nel contesto di crisi attuale, possono essere considerati anch’essi una specie a rischio».

Giuseppe Pagoto, presidente dell’Amp e sindaco di Favignana, sottolinea che «La sinergia tra l’Area Marina Protetta e il settore della pesca, per voce delle Associazioni di categoria, è un importante segnale di ritrovata intesa tra attori che spesso, in passato, si sono trovati in contrasto, ma che oggi lavorano per il raggiungimento degli stessi obiettivi, la pesca sostenibile e la sopravvivenza delle marinerie».

Con queste premesse, Amp e pescatori delle Egadio chiedono al ministero di «Concedere l’autorizzazione alla pesca (art. 7 Reg. 1224/09) a circuizione senza chiusura per la cattura dello Zerro, nel rigoroso rispetto dei limiti di maglia attualmente vigenti e nel periodo compreso tra il 1 ottobre 2014 ed il 30 aprile 2015, per le sotto indicate imbarcazioni, in passato operanti con tale attrezzo (in virtù di specifiche autorizzazioni), ma che non possiedono la circuizione in licenza.  Tali unità potranno operare secondo un opportuno regime di turnazione. Ove tale richiesta venisse accolta, l’ente gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi si impegna ad uniformarsi a tale disposizione nel rilascio delle proprie autorizzazioni ad operare all’interno della medesima area protetta».