Elba Plastic Free, al via. Fontanelli, marchio e spesa senza plastica. Ma c’è ancora molto da fare

[9 agosto 2013]

Ieri a Portoferraio si è tenuto l’incontro tecnico operativo sul progetto “Elba Plastic Free”. Erano presenti i Comuni di i Campo nell’Elba, Portoferraio e Porto Azzurro, ma non hanno partecipato ben 5 amministrazioni comunali (Marciana, Marciana Marina, Rio Marina, Rio nell’Elba e Capoliveri).
All’incontro hanno invece partecipato l’Associazione albergatori e Confesercenti, ma non altre grosse associazioni come Confcommercio e Cna.È stato presentato e distribuito il materiale del progetto e ai rappresentanti dei Comuni sono stati consegnati i poster per i primi cicli di affissione e una scatola di opuscoli (circa  800), mentre ai rappresentanti delle associazioni sono state consegnate le locandine e gli opuscoli.Appena disponibili saranno anche consegnate delle vetrofanie e degli shoppers agli aderenti al marchio. I rappresentanti delle associazioni si sono proposti come punto di riferimento per la distribuzione del materiale. Con qualche difficoltà e dopo più di un anno di riunioni, si sta quindi avviando il progetto “Elba Plastic Free”,  voluto dalla Provincia di Livorno, e dal 6 agosto è online ufficialmente il sito web del Progetto “Elba Plastic Free” che «mira a ridurre i rifiuti, specialmente quelli di plastica, dal mare e dalle spiagge dell’Isola d’Elba».La Provincia spiega che «il sito è facilmente aggiornabile ed espandibile e cerca di offrire tutta la documentazione e le notizie utili riguardanti il progetto “Elba Plastic Free” in modo che possa essere strumento efficace ed utile sia per gli addetti ai lavori, che per i residenti dell’Isola d’Elba ed i turisti».Il progetto si basa su tre iniziative:

Fonti dell’Elba. Ridurre il consumo di acqua in bottiglie di plastica contribuisce in modo rilevante alla riduzione dei rifiuti: da stime Federambiente, circa l’1,8% del totale dei rifiuti urbani prodotti nel nostro paese è costituito da imballaggi per acqua minerale. In media ogni italiano getta nei rifiuti quasi 10 Kg di contenitori per l’acqua minerale all’anno. Per questo il progetto “Elba Plastic Free” promuove il consumo dell’acqua di rete, che è buona, sicura, conveniente e rispettosa dell’ambiente, attraverso la realizzazione di fontanelli pubblici di acqua di qualità e la valorizzazione di alcune fonti naturali presenti sul territorio. Il consiglio è: «Non consumare acqua in bottiglia,  bevi l’acqua della rete e cerca le fonti dell’Elba».

Il marchio “Elba Plastic Free – Meno Rifiuti” identifica quei negozi, bar, ristoranti, stabilimenti balneari estrutture ricettive che aderiscono al progetto di riduzione dei rifiuti proponendo prodotti e servizi per il contenimento dei rifiuti. Cittadini e turisti che cercano questo marchio potranno premiare gli esercizi più sostenibili, evitando consumi usa e getta“. Gli obblighi per chi aderisce al marchio sono: Applicazione di alcune azioni mirate alla prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti (punteggio minimo: 15 punti);  realizzazione di un audit preliminare in fase di avvio e monitoraggio dei risultati dopo ogni anno di applicazione;  corretta applicazione della raccolta differenziata; distribuzione dei materiali di comunicazione del progetto; fornire informazioni sulle azioni di riduzione rifiuti ai clienti e formazione al personale per la corretta applicazione delle azioni.

La provincia enumera anche i benefici per chi aderisce: assistenza tecnica, ciclo di incontri informativi e formativi; attività di sportello, con orari definiti. E ancora, sopralluoghi su richiesta degli aderenti al marchio, supporto per l’acquisto di materiali e attrezzature (organizzazione di gruppi di acquisto), materiali di comunicazione (vetrofania, locandina, opuscolo) e campagna di comunicazione.

La Spesa Plastic Free si basa invece su alcune azioni volontarie richieste ai consumatori: sostieni l’impegno di chi espone il marchio; usa le borse riutilizzabili per la spesa; cerca nei negozi le etichette dei prodotti sostenibili; acquista prodotti sfusi o alla spina; chiedi l’acqua in brocca nei ristoranti e negli alberghi; al bar utilizza la zuccheriera invece delle bustine.

Ci sarà molto da fare, sia per i Comuni che per le Associazioni di categoria, visto che in molte località dell’Elba cose come l’acqua in brocca e i prodotti sfusi o alla spina sono ancora una rarità.