Emilia Romagna. Smart grid al centro di un accordo Enel e Hera

Complessivamente saranno oltre 5.000 le utenze coinvolte nel progetto sperimentale

[24 luglio 2013]

Ha preso il via nel frignanese un progetto sperimentale per sviluppare tecnologie in grado di trasformare la rete elettrica da “passiva” in “attiva” cioè, ad esempio, in grado di prevenire e minimizzare gli impatti dei guasti, di gestire con flessibilità gli sbalzi di carico che derivano dall’immissione in rete dell’energia proveniente da fonti rinnovabili legate a condizioni meteo, come i pannelli fotovoltaici, di “dialogare” con i clienti.

La “smart grid” è il frutto di un accordo di collaborazione tra Hera ed Enel Distribuzione e partirà nell’area servita dalla cabina elettrica primaria di Pavullo, che comprende anche le zone di Polinago, Montese, Zocca, Marano, Serramazzoni, Lama Mocogno e Sestola.

«Si tratta di un progetto estremamente importante», spiega Tomaso Tommasi di Vignano, presidente Hera. «Oltre a portare benefici ai clienti, soprattutto in previsione di un allargamento delle tecnologie a tutta la rete, conferma la capacità d’innovazione di Hera. Una capacità riconosciuta anche da partner del livello di Enel, che ha deciso di sviluppare, insieme a noi, sistemi che nei prossimi anni faranno evolvere in modo sostanziale la distribuzione dell’energia elettrica nel nostro Paese».

I partner hanno spiegato che la scelta di effettuare la sperimentazione sulla rete a media tensione di Pavullo non è casuale. Su questa rete, infatti, insistono numerosi impianti fotovoltaici e idroelettrici, che immettono energia in modo discontinuo. Inoltre Hera ha recentemente dotato la rete di apparecchiature utili anche a questo tipo di attività sperimentale. Si tratta di dispositivi che permettono di ridurre anche le piccole interruzioni di energia e i guasti temporanei sull’intero circuito.

Complessivamente saranno oltre 5.000 le utenze coinvolte nel progetto. Circa 1.100 fruiranno pienamente dei benefici attesi dalla sperimentazione, mentre altre circa 4.000 avranno dei benefici indiretti. Il progetto avrà carattere dimostrativo e sperimentale: in caso di successo le tecnologie implementate saranno poi introdotte su scala nazionale.