Etichetta furbetta: un prodotto su due venduto senza informazioni o con dati fuori norma

4.637 prodotti esaminati: aspirapolvere, cantinette per vino e televisori i meno trasparenti

[17 novembre 2015]

Etichetta Furbetta

Terzo round di Etichetta Furbetta, l’indagine realizzata da Legambiente in collaborazione con Movimento Difesa del Cittadino (MdC) per verificare la corretta applicazione delle etichette energetiche in Italia su frigoriferi, congelatori, cantinette per vino, televisori, lavatrici, lavastoviglie, lampadine, condizionatori, forni elettrici e a gas, asciugatrici, lavasciuga, aspirapolveri, e anche cappe aspiranti che da quest’anno hanno la loro etichetta.

La ricerca fa parte del progetto pilota Marketwatch, co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Intelligent Energy for Europe, che unisce sedici realtà della società civile che vanno ad affiancare le istituzioni nel settore del controllo di mercato Ue per le etichette energetiche, con l’obiettivo di monitorare la corretta applicazione della direttiva sull’etichetta energetica nei negozi online e fisici, ma anche le dichiarazioni dei produttori e la veridicità delle etichette dei prodotti. I risultati non sono confortanti: «Su 4637 prodotti controllati tra negozi fisici (2704) e negozi online (1933), il 57% è risultato etichettato correttamente: l’81% nei negozi fisici e solo il 23% nei negozi online (un divario già rilevato in occasione della visita precedente nel 2014). Quasi un prodotto su due (43%) risulta, quindi, venduto senza etichetta o con l’etichetta scorretta: un dato alto ma migliore rispetto allo scorso anno in cui le etichette scorrette o assenti riguardavano un prodotto su 3».

Davide Sabbadin, responsabile efficienza energetica di Legambiente, sottolinea che «Le direttive Ecodesign ed Etichetta Energetica sono di notevole importanza per il clima e particolarmente simboliche alla vigilia della COP di Parigi. Se venissero correttamente applicate, il taglio annuale alle emissioni di COsarebbe di circa 500 milioni di tonnellate, cioè l’1,5% delle emissioni mondiali, pari a quelle del parco auto circolante in Europa. Inoltre, la loro applicazione potrebbe far risparmiare quasi 400 euro a famiglia. Purtroppo, però queste direttive non sempre vengono applicate e i consumatori spesso non sono in condizione di scegliere correttamente i prodotti in vendita: alcuni prodotti sono meno efficienti di quanto dichiarato sull’etichetta, altri sono privi delle indicazioni energetiche che dovrebbero essere fornite al consumatore. I mancati risparmi derivanti da queste infrazioni aumentano inevitabilmente i costi familiari, mettono sotto stress le reti elettriche dei paesi membri e contribuiscono negativamente al cambiamento climatico».

Secondo Francesco Luongo, vicepresidente del Movimento Difesa del Cittadino, «Emerge un grave problema riguardante le vendite on line che sono destinate ad aumentare in maniera esponenziale nei prossimi anni. Gli organi di vigilanza, primi fra tutti il MISE, l’Autorità Antitrust e la Polizia postale devono vigilare e intervenire tempestivamente. Da parte nostra continueremo a monitorare anche attraverso questo progetto le proposte di commercio elettronico».

Legambiente e MdC hanno effettuato 12 visite a punti vendita tradizionali e 12 verifiche a punti vendita online, concentrandosi soprattutto sulle tipologie di  punti vendita più critici:  supermercati e negozi di mobili e complementi di arredamento.

In Toscana, Lazio e Veneto sono stati controllati 6 negozi specializzati in elettrodomestici ed elettronica, 3 grandi superfici di vendita di mobili e complementi d’arredo e 3 supermercati. “Etichetta Furbetta” evidenzia che «I negozi di arredo si confermano quelli con il più altro grado di non conformità (53%), mentre uno dei due supermercati visitati presenta la più alta percentuale di mancata etichettatura (77%). In questi negozi, gli elettrodomestici dove più facilmente è stata riscontrata la mancanza di etichetta sono gli aspirapolvere (32% venduti SENZA etichetta) e gli i televisori (18%), assieme a -comprensibilmente- le ultime arrivate nella famiglia delle etichette ovvero le cappe aspiranti delle quali 1 su due è venduta senza etichetta».

La categoria migliore è quella delle lavastoviglie: meno del 2% è senza etichetta.  Le due o associazoni siottolineano che «Solo in un negozio su quattro è stato possibile prendere visione della scheda tecnica informativa che la normativa impone di mettere a disposizione, su richiesta, e che fornisce informazioni suppletive rispetto all’etichetta».

I negozi online, invece, registrano una non conformità del 77%. «Si tratta di un valore molto alto  – dicono Legambiente e MdC – se si considera che dal 1 gennaio 2015 è entrata in vigore una specifica normativa che impone la presenza dell’etichetta energetica in evidenza accanto alla foto del prodotto e soprattutto se consideriamo che ben 8 dei 12 negozi fanno riferimento a grandi catene specializzate, che evidentemente trattano i clienti online come clienti di serie B, in relazione alle informazioni fornite. Solo il 23% dei prodotti controllati nei negozi online è da considerarsi correttamente etichettato, e moltissimi siti ancora non si sono adattati alla normativa che prevede l’obbligatorietà delle etichette anche online».

Per ogni categoria di prodotto sono stati scelti i 20 prodotti più efficienti e i 20 prodotti più economici presenti nel negozio e secondo i rapporto  «Tra le categorie di prodotto meno virtuose online ritroviamo le cappe aspiranti (89% non conformi), i televisori (75%) e i forni (64%). Si è data la preferenza ai negozi online dei grandi superstore dell’elettronica (8), senza trascurare però gli spazi di vendita esclusivamente online (3) e il sito di una grande catena di supermercati».

Il progetto ha monitorato anche i prodotti che sono ormai troppo energivori per stare sul mercato e che sono stati quindi messi al bando tramite la direttiva Ecodesign: frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie al di sotto della classe A+ e aspirapolvere con potenza superiore ai 1800W. E ha scoperto che «Il fenomeno è fortemente ridimensionato ma ancora presente: abbiamo trovato in vendita (soprattutto online) 3 lavatrici e 2 frigoriferi al di sotto della classe A+ , 7 televisori e  2 aspirapolvere».

Nelle prossime settimane verranno resi disponibili i dati dettagliati per singolo punto vendita nel sito www.market-watch.it assieme ai risultati dei test dei prodotti, per andare a scoprire se ci sono prodotti le cui prestazioni non corrispondono a quelle dichiarate in etichetta.