Il nuovo rapporto Fao

Fao: aumenta la produzione di cereali ma si continua a soffrire la fame

Il problema non è nella quantità ma nell’iniqua distribuzione

[5 dicembre 2013]

Ancora segnali discordanti per quanto riguarda la filiera alimentare (dalla produzione al consumo di cibo) mondiale. La produzione di cereali raggiungerà un nuovo picco di quasi 2.500 milioni di tonnellate, incluso il riso lavorato, secondo l’ultimo rapporto Fao “Crop Prospects and Food Situation” pubblicato oggi (la cifra è un incremento di quasi l’ 8,4% rispetto allo scorso anno e di circa il 6% rispetto al precedente record del 2011), ma le condizioni di sicurezza alimentare in diverse parti dell’Africa (e non solo) si stanno deteriorando.

Ciò conferma che il vero problema alimentare mondiale non è relativo alla quantità di cibo prodotto ma è correlato alla mancanza di accesso al cibo, all’equità della sua distribuzione e poi alla qualità alimentare e agli sprechi in particolare nei paesi sviluppati.

«Le ultime stime per la produzione mondiale di cereali sono per lo più una revisione delle stime della produzione di mais negli Stati Uniti, nella Federazione Russa e in Ucraina, che sono diventate più solide verso la fine dei raccolti- hanno spiegato dalla Fao- Sulla base degli ultimi dati, l’incremento complessivo della produzione cerealicola mondiale di quest’anno comprende un aumento del 7,8% della produzione di grano, del 12% dei cereali secondari, e solo dell’1% del riso. Per le scorte mondiali di cereali si prevede un aumento che dovrebbe portarle a 572 milioni di tonnellate entro la fine della stagione produttiva del  2014, vale a dire un 13,4%, o circa 68 milioni di tonnellate in più rispetto all’anno precedente. Questa previsione è di quasi 9 milioni di tonnellate superiore a quello prevista nel mese di novembre, riflettendo una revisione al rialzo a fine scorte di grano e cereali secondari, mentre le scorte di riso si sono leggermente ridotte».

Secondo l’organizzazione Onu per l’alimentazione, la forte espansione delle scorte mondiali di cereali in questa stagione comporterà un aumento dello stock-to-use ratio” (il rapporto tra stock finali e utilizzazioni interne) che dovrebbe raggiungere il 23,5%, ben al di sopra del minimo storico del 18,4 %  registrato nel 2007/08.

L’altra faccia della stessa medaglia è rappresentata dalle aree in crisi alimentare. In Africa occidentale, nei paesi del Sahel (Ciad, Mali, Mauritania, Niger e Senegal) colture e pascoli hanno avuto piogge cadute in ritardo e poi cessate anticipatamente. Questa situazione- hanno spiegato dalla Fao- potrebbe portare a una nuova ondata di insicurezza alimentare e malnutrizione nel corso del 2013/14.  Inoltre, contribuisce alla generale insicurezza alimentare della regione il grande spostamento di popolazione del Mali a causa dei disordini civili nel paese.  Nella Repubblica Centrafricana, 1,3 milioni di persone hanno bisogno di assistenza alimentare d’emergenza a causa dei disordini civili. In Africa meridionale, in diversi paesi, i prezzi dei cereali sono vicini a livelli record, sostenuti da una scarsità dell’offerta nel corso del 2013/14. Il clima arido ha ritardato in alcune zone la semina per il 2014.

Spostandoci in Asia, nelle Filippine, 14 milioni di persone sono state colpite dal tifone Haiyan (la Fao ha lanciato un appello per oltre 30 milioni di dollari per la riabilitazione agricola e il Programma Alimentare Mondiale fornirà assistenza alimentare d’emergenza per 2,5 milioni di persone), in Siria e Yemen, i continui conflitti civili hanno portato a una grave insicurezza alimentare con rispettivamente 6 milioni e 4,5 milioni di persone che necessitano di assistenza alimentare d’emergenza.

Il punto è quindi poter garantire un’equa distribuzione di materie prime alimentari (vedi cereali), considerato che sono molto le aree in sofferenza e dove ci sono situazioni di accesso difficili.