E alcune stime indicano che il numero di obesi sorpasserà presto quello di quanti soffrono la fame

Fao, i cibi altamente processati sono la causa principale della crescita di obesità nel mondo

«Stiamo assistendo alla globalizzazione dell’obesità. Otto dei venti paesi dove l’obesità cresce più rapidamente si trovano in Africa»

[24 Aprile 2019]

Oggi l’obesità è un problema che riguarda più di 670 milioni di adulti nel mondo, e alcune stime indicano che il numero di obesi sorpasserà presto quello di quanti soffrono la fame (ovvero 821 milioni di persone nel 2017, un dato tornato purtroppo a salire): non c’è confronto più amaro per misurare la piaga delle disuguaglianze economiche che crescono ovunque, ma quel che non sempre è chiaro è che sempre più spesso a rimetterci sono in entrambi i casi i più poveri, che non hanno i mezzi per nutrirsi a sufficienza e/o per farlo con alimenti salutari.

«In molti paesi la disponibilità di cibo è legata fortemente alle importazioni – spiega il direttore generale della Fao José Francisco Graziano da Silva, intervenendo all’International forum on food safety and trade  in corso a Ginevra –  Sfortunatamente alimenti non salutari e ultra-processati si prestano meglio al commercio internazionale in termini di trasporto e conservazione».

Il commercio internazionale è infatti uno strumento importante per combattere la fame ma i paesi devono garantire allo stesso tempo che il cibo commercializzato a livello globale sia di buona qualità, sicuro e salutare. «Al giorno d’oggi – continua da Silva – molti alimenti ultra processati sono ancora considerati sicuri per il consumo, ma la verità è che i cibi altamente processati sono la causa principale della preoccupante crescita dei tassi di obesità nel mondo. Possiedono un basso valore nutrizionale, con alti tassi di grassi saturi, zuccheri raffinati, sale e additivi chimici».

E la fame è circoscritta ad alcune aree specifiche, soprattutto in zone colpite da conflitti e dai cambiamenti climatici, l’obesità è ovunque. «Stiamo assistendo alla globalizzazione dell’obesità. Otto dei venti paesi dove l’obesità cresce più rapidamente si trovano in Africa» osserva da Silva, sottolineando come l’obesità sia associata a diverse malattie croniche, come il diabete, i problemi cardiaci, l’ipertensione e alcune forme di cancro e costi circa due trilioni di dollari all’anno in cure sanitarie dirette e perdita di produttività: «Un impatto equivalente a quello del fumo o degli odierni conflitti armati. Perché il cibo sia adeguato per il consumo umano, oltre ad essere sicuro deve anche essere salutare».

Se questo è il quadro nel quale occorre agire, il direttore generale della Fao sottolina l’importanza di standard unici sulla salubrità degli alimenti per assicurare pratiche commerciali eque: «Se ogni governo applicasse standard diversi, il commercio sarebbe più costoso, e sarebbe molto più difficile assicurare che il cibo scambiato sia sicuro». In questo contesto il Codex alimnetarius – l’organo creato dalla Fao e dall’Oms per la definizione degli standard relativi alla salubrità del cibo – è il principale punto di riferimento per gli standard alimentari, da qui l’invito a tutti i paesi a rafforzare la loro partecipazione al lavoro del Codex, e a facilitare l’implementazione delle sue decisioni.